Il mercato delle bioplastiche si sta espandendo velocemente con un tasso di crescita compreso tra il 20% e il 100% all’anno. A rivelarlo è Luciano Piergiovanni, docente di Scienze e Tecnologie Alimentari all’Università degli studi di Milano. L’esperto ha anticipato alcuni dei temi che verranno discussi nel corso del convegno “Green Pack, la nuova catena dei valori del packaging alimentare”, in programma il 22 aprile dalle 10 alle 13 nella Sala Amati della Fiera di Cremona.

La conferenza è promossa da CremonaFiere in collaborazione con la DLG International e l’Associazione Italiana Tecnologia Alimentare (AITA). L’evento si inserisce nel fitto calendario di incontri e iniziative dei tre saloni BioEnergy Italy, Green Chemistry Conference and Exhibition e Food Waste Management Conference, ospitati da CremonaFiere dal 20 al 22 aprile 2016. Il convegno si rivolge agli addetti dell’industria agroalimentare, ai produttori di packaging e alle istituzioni.

I lavori saranno un’occasione per fare il punto sulle ultime frontiere del packaging sostenibile, soluzioni capaci di ridurre gli sprechi alimentari e promuovere il riciclo delle risorse naturali. Tra queste gli imballaggi attivi, in grado di preservare più a lungo frutta e verdura grazie al rilascio di antimicrobici naturali.

Un’altra novità del settore è rappresentata dai materiali nanocristallini a base di cellulosa, che fanno da alta barriera ai gas e raggiungono un livello elevato di flessibilità. Queste sostanze possono essere impiegate per produrre sacchetti di carta multistrato traspiranti.

Nel corso della conferenza si discuteranno le nuove politiche europee sull’economia circolare e le normative comunitarie sugli imballaggi. L’applicazione delle direttive UE rappresenta un’opportunità importante per la filiera. Piergiovanni sottolinea che le bioplastiche benché attualmente rappresentino solo l’1% della plastica prodotta annualmente nei prossimi anni sono destinate a conquistare una fetta sempre più ampia del mercato:

Secondo gli ultimi dati di mercato raccolti da European Bioplastics, la capacità mondiale di produzione delle bioplastiche è prevista quadruplicare nel medio termine: da circa 1,7 milioni di tonnellate nel 2014 a circa 7,8 milioni di tonnellate nel 2019.

Il docente snocciola un altro dato positivo: le bioplastiche prodotte nel 2014 sono state realizzate nella misura di oltre il 60% con fonti rinnovabili. Secondo le stime degli analisti nel 2019 questa percentuale supererà l’80%, aumentando la sostenibilità degli imballaggi.

Grazie alle nuove tecnologie immesse sul mercato a costi ridotti, ai packaging bioattivi e all’impiego di polimeri naturali in futuro l’industria agroalimentare potrà ridurre la sua impronta ecologica. L’impiego di materiali intelligenti e biologici per gli imballaggi consentirà un notevole risparmio, permettendo ai produttori di offrire cibi a lunga conservazione agli acquirenti senza pregiudicarne la qualità. Secondo Piergiovanni:

Il mondo del packaging può fare molto per sviluppare esperienze di economia circolare e di integrazione tra imprese dissimili, verso una visione di simbiosi industriale.

8 aprile 2016
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