Ilva: Vendola chiederà a Clini la bonifica di Taranto

L’Ilva di Taranto è un mostro inquinante che ha pochi rivali in tutta Europa e le notizie che si susseguono a riguardo sono sempre più allarmanti. Secondo le ultime stime almeno 400 persone avrebbero perso la vita negli ultimi 13 anni a colpa dei veleni immessi nell’atmosfera dall’impianto siderurgico.

Come hanno sottolineato gli epidemiologi responsabili della ricerca, gli effetti di tale inquinamento sulla salute degli abitanti della città sono devastanti:

L’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte.

Oltre, infatti, ai suddetti decessi, ci sono da mettere in conto almeno 648 ricoveri, spesso per malattie cardiache dovute alla contaminazione da PM10.

Fino ad ora le istituzioni non hanno fatto molto per limitare la portate del dramma. Proprio in questi giorni, però, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola lancia un appello al governo italiano perché sia emanata una legge speciale per Taranto che:

Si faccia carico di un ciclo delle bonifiche rilevanti e anche carico dei risarcimenti.

Del contenuto di tale appello si discuterà probabilmente il 14 marzo, giorno in cui lo stesso Vendola incontrerà il Ministro per l’Ambiente Corrado Clini.

L’Ilva, come ricorda lo stesso Vendola, è tassativamente oltre i limiti di emissioni previsti sia dalla legge italiana, sia dalla più restrittiva legge regionale. Sappiamo, però, bene come la chiusura di tale stabilimento – per molti versi auspicabile – porterebbe ad problema occupazionale notevole.

La soluzione auspicata dal governatore è allora, come detto, quella di una bonifica senza precedenti:

Quello che è stato fatto per 60 anni in termini di inquinamento non soltanto dalla Italsider, attualmente Ilva, ma da tutti i protagonisti della vita economica e industriale di Taranto, ha bisogno di un’opera gigantesca. La più grande opera economica e sociale di cui Taranto ha bisogno è la bonifica.

Noi non possiamo che fare nostro l’auspicio che una terra tanto martoriata trovi finalmente le attenzioni ambientali che merita per una reale rivalutazione del territorio.

Fonti:La Gazzetta del Mezzogiorno
Caffè News

7 marzo 2012
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I vostri commenti
DURMONT, giovedì 8 marzo 2012 alle17:18 ha scritto: rispondi »

NON SI PUO' NON ESSERE DACCORDO E SOTTOSCRIVERE QUANTO AFFERMA CON IL SUO INTERVENTO GINO CIANCIPOLI. LA ECOSOSTENIBILITA' NON E' UNA PRATICA CHE PERMETTEREBBE LA SOPRAVVIVENZA DELL'ILVA.  SE NON SI ESCLUDE LA CAUSA NON SI PUO' ACCETTARE QUESTA PSEUDO SOLUZIONE CHE E' STATA CREATA CON UNA DENOMINAZIONE DI NUOVO CONIO CHE NON CONVINCE SE NON QUELLI CHE NE ABUSANO SURRETTIZIAMENTE. 

Gino Giancipoli, giovedì 8 marzo 2012 alle8:40 ha scritto: rispondi »

Se la revisione dell'AIA nei confronti dell'Ilva di Taranto, richiesta al ministro Clini dal governatore Vendola e dal sindaco Stefano,  rappresenta per i due l'opportunità di una nomination pre-elettorale e se le bonifiche richieste senza eliminare la causa che ha scatenato il disastro ambientale e minato la salute di 200.000 persone costituiscono, invece, l'ennesimo tentativo di coniugare ambiente e lavoro, in nome della solita storiella fasulla della eco-compatibilità, lasciando in piedi quindici milioni di metri quadrati di industrie che continueranno comunque a spargere veleni entro presunti limiti di legge, questi due signori sono del tutto fuori strada. Non c'è solidarietà di sindacati e poteri forti che tenga: le pressioni sul governo devono essere fondate, con dura determinazione, sulla chiusura totale della fabbrica più obsoleta e inquinante d'Europa, situata quasi nel centro di una delle città più grandi d'Italia e sulla rioccupazione immediata di quanti lavorano in essa, nonchè sul risarcimento dei danni alla città, ai cittadini e all'intero territorio Jonico, a partire dal 1961 e fino al 1994 a carico dello Stato e dal 1995 a tutt'oggi a carico dell'Ilva. A processo ultimato, i cittadini di Taranto sapranno reagire ad ogni tentativo che implichi la continuazione anche minima di ogni forma di inquinamento e di attentato alla salute dei cittadini.

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