All’ombra delle ciminiere dell’Ilva si muore più che altrove. Lo rivela uno studio realizzato nell’ambito del progetto “Sentieri”, finanziato dal ministero della Salute, che ha raccolto dati epidemiologici relativi al periodo 1998-2002 e a 44 siti contaminati di rilevanza nazionale. Inclusa ovviamente l’acciaieria di Taranto.

Secondo la ricerca, nell’area dello stabilimento la mortalità risulta aumentata del 10% rispetto ai valori “attesi”, ma per il ministro dell’Ambiente Corrado Clini i dati sull’Ilva sono già noti da tempo. Diversa la situazione relativa agli anni successivi (2003-2008), per i quali occorrerà attendere altre analisi.

Ha dichiarato a questo proposito lo stesso ministro:

I dati 2003-2008 sono in corso di elaborazione e attualmente ancora al vaglio della comunità scientifica.

Per quanto riguarda invece il periodo precedente, le cifre snocciolate dagli esperti parlano chiaro: nella zona di Taranto è stato riscontrato un eccesso di circa il 30% rispetto ai valori attesi nella mortalità per tumore del polmone, sia per gli uomini che per le donne. Più frequenti anche i decessi per malattie respiratorie acute, che risultano più frequenti del 50% per gli uomini e del 40% per le donne. Per quanto riguarda infine la mortalità causata da malattie croniche dell’apparato respiratorio, gli studiosi hanno rilevato un aumento del 10%.

Anche alla luce di queste nuove conferme il ministero dell’Ambiente ha confermato che si costituirà parte civile nel processo Ilva per disastro ambientale. Resta aperta, infine, la questione delle bonifiche, per le quali occorrono risorse ingenti, e della nomina del commissario che dovrà gestire le operazioni.

A proposito dei fondi necessari, il ministro Clini ha dichiarato:

Le risorse del governo già messe a disposizione sono 90 milioni di euro, poi ci sono quelli che fanno riferimento ai fondi della regione Puglia. Poi altri 60 milioni di euro saranno disponibili all’inizio del prossimo anno.

In questi giorni il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante presenterà ai magistrati di Taranto il programma degli interventi per il risanamento degli impianti sequestrati. Per quanto riguarda invece il commissario, lo stesso Clini ha comunicato che non c’è ancora un accordo sul nome, né sulla scelta del soggetto attuatore.

18 settembre 2012
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