Nessuna chiusura per l’Ilva di Taranto. Questa l’opinione espressa dal ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, che intervenendo sulla questione legata alle sorti del colosso siderurgico tarantino ha sottolineato il suo parere contrario allo smantellamento degli impianti. Necessario procedere a un risanamento, ma che non comprometta l’attività industriale dell’area o l’italianità della produzione di acciaio.

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Chiaro il messaggio di Zanonato ai microfoni di SkyTg24 sulla questione Ilva, con il ministro che vede come fumo negli occhi una soluzione che preveda lo stop definitivo alla produzione:

L’Ilva deve essere risanata. L’alternativa non esiste. Non è che se chiudiamo l’Ilva risolviamo il problema ambientale, ma come è successo a Piombino o a Bagnoli rischiamo un enorme degrado senza aver affrontato il problema produttivi e ambientale. C’é una sola strada, risanare, e continuare a produrre acciaio che è assolutamente necessario per nostra economia.

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Riguardo l’Ilva un altro aspetto è di vitale importanza per il ministro dello Sviluppo Economico, ovvero il fatto che l’Italia mantenga nei suoi confini il comparto di produzione siderurgica:

Deve rimanere italiano, dobbiamo fare di tutto per farlo rimanere italiano. È una questione strategica: dalla siderurgica dipende la meccanica, per rimanere competitiva deve avere acciaio prodotto in luoghi abbastanza vicini. Se si ferma un’azienda di questo tipo possiamo dire addio a tutta l’industria siderurgica e avremmo problemi con l’industria meccanica.

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Zanonato non entra tuttavia nel dettaglio per quanto riguarda l’aspetto legato all’inquinamento prodotto dal colosso siderurgico, che alcuni studi ritengono responsabile per l’eccessivo numero di patologie tumorali e malattie del sangue sviluppate dalla popolazione. Conclude però anticipando le prossime mosse del Governo Letta, che sulla questione si riunirà già nella giornata di oggi e in un incontro martedì, quest’ultimo alla presenza dello stesso Presidente del Consiglio:

Domani (oggi, n.d.r.) e in un incontro che ci sarà martedì anche con il premier Letta, discuteremo a fondo di tutti gli aspetti della faccenda e prenderemo in mano la situazione, perché una cosa è certa, non vogliamo che chiuda questa attività, come non vogliamo che chiudano altre.

27 maggio 2013
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