L’Ilva continuerà a produrre acciaio a Taranto, ma a patto di ridurre sensibilmente le esalazioni nocive fino al di sotto della soglia regionale. Questo è, in sintesi, il risultato delle riunioni svoltisi a Roma per ri-concedere l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Lorenzo Nicastro, che rappresentava la regione Puglia al tavolo, ha ben spiegato la situazione:

Siamo convinti che si apre oggi una fase nuova e molto importante nei rapporti tra la città e lo stabilimento. Infatti, a seguito dell’emanazione del decreto da parte del Ministro dell’ambiente, entreranno in vigore limiti emissivi più bassi rispetto a quelli oggi vigenti, in linea con le migliori tecnologie disponibili. Il lungo lavoro istruttorio ha coinvolto, oltre alla Regione, numerosi soggetti portatori di interesse, dalle associazioni ambientaliste, ai sindacati, agli enti locali che, con il loro quotidiano contributo, hanno consentito un’analisi rigorosa della realtà e la definizione di tutte le misure necessarie alla salvaguardia dell’ambiente ed alla tutela della salute. Abbiamo chiesto ed ottenuto un miglioramento delle attuali condizioni su diversi punti essenziali.

Insomma, l’AIA è stata rilasciata, ma a condizioni molto più dure per l’acciaieria. Tra i provvedimenti presi, oltre all’adozione dei limiti di emissione nell’atmosfera voluti dall’amministrazione Vendola, anche un sistema di monitoraggio continuo, in risposta all’allarme lanciato qualche giorno fa dall’Agenzia Regionale Ambiente.

Inoltre, soglie di inquinamento ancora più basse saranno accettate per quanto riguardo il rilascio di sostanze in mare:

Per quel che concerne gli scarichi idrici l’Aia impone l’obbligo del rispetto dei valori limite previsti dalle migliori tecnologie europee a valle di ogni singolo impianto e, dunque, non più soltanto quelli previsti dalla legislazione italiana allo scarico finale.

Perché tutto ciò divenga legge manca solo la firma del Ministro Stefania Prestigiacomo. In questo modo la Puglia avrebbe una riduzione dell’inquinamento, mantenendo intatti i posti di lavoro occupati all’Ilva. Certamente, il territorio dovrà comunque sopportare la presenza di un “mostro” inquinante ancora per molti anni; ai tarantini il giudizio finale se tutto ciò sarà un bene od un male.

6 luglio 2011
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