Ilva di Taranto, Codaconds cita in giudizio i Ministeri di Salute e Ambiente. Gravissime le accuse lanciate dall’associazione consumatori, che lamenta un comportamento omissivo da parte non soltanto delle principali istituzioni statali, ma anche delle altre realtà locali che avrebbero potuto lanciare ufficialmente l’allarme sullo stabilimento siderurgico tarantino.

Sul caso Ilva sono da ritenersi coinvolti secondo Codacons tutti i vari ministri che si sono succeduti negli anni alla direzione del Ministero della Salute e di quello dell’Ambiente, oltre ai responsabili per gli enti locali competenti nel territorio di Taranto dove ha sede il colosso industriale:

La gravissima omissione delle istituzioni italiane, centrali e locali – scrive il Codacons nella denuncia – consistita nel non aver dato alcun allarme ufficiale ma soprattutto il mancato seguito da parte delle Autorità competenti, di un’adeguata campagna di informazione rivolta ai cittadini coinvolti e le azioni e gli interventi previsti nonché la violazione del principio di precauzione ripetutamente connessa al principio di informazione a favore della popolazione, appare indice di negligenza grave considerato che solo la conoscenza può consentire di adottare sistemi di prevenzione.

Alla base delle rivendicazioni del Codacons presunte violazioni legate al d.lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e successive modificazioni oltre a quelle riconducibili ad alcuni articoli del codice penale ex art. 328 (omissione in atti d’ufficio), ex art. 589 (omicidio colposo), ex art.449 (disastro colposo). L’associazione richiede infine che l’impianto Ilva venga sì posto sotto sequestro, ma ciò avvenga dietro la nomina di un amministratore giudiziario:

L’associazione chiede inoltre con forza l’applicazione dell’art. 104 bis disp. art. c.p.p., che garantirebbe al tempo stesso il sequestro degli impianti e la prosecuzione dei lavori, soddisfacendo cosi’ le esigenze delle varie parti in causa. L’art. in questione prevede infatti che “nel caso in cui il sequestro preventivo abbia per oggetto aziende, societa’ ovvero beni di cui sia necessario assicurare l’amministrazione (…) l’autorita’ giudiziaria nomina un amministratore giudiziario (…)”.

30 luglio 2012
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