L’Ilva di Taranto chiude anche gli impianti a freddo. Il sequestro dei semilavorati e dei prodotti finiti ha portato l’azienda in mano a Bruno Ferrante a dichiarare lo stop. A pesare anche la decisione dei magistrati di vietare la commercializzare di quanto già pronto alla vendita. Dalle 7 di questa mattina è cominciato uno sciopero dei lavoratori del complesso siderurgico che durerà 24 ore, mentre il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha assicurato il varo di un decreto entro questo giovedì.

Forte tensione intorno allo stabilimento Ilva di Taranto nelle ultime ore, dopo che la direzione aziendale si è vista costretta dalle disposizioni giudiziarie a provvedere alla chiusura immediata degli impianti a freddo e alla messa in ferie dei suoi 5.000 dipendenti. Per motivi di ordine pubblico, riferisce in un comunicato il presidente di Confindustria Genova Giovanni Calvini, l’azienda ha provveduto anche a bloccarne i tesserini di accesso.

Salute pubblica e nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) alcuni dei principali nodi da sciogliere per consentire il via libera alla riapertura degli impianti. Proprio su questo sta lavorando Corrado Clini, che fa sapere di essere in stretto contatto con il Presidente del Consiglio Monti e con gli altri ministri per garantire entro giovedì la messa a punto di un provvedimento d’urgenza:

Quello di giovedì non sarà un incontro interlocutorio. Contiamo di uscire con un provvedimento, lavoriamo a un decreto per l’applicazione dell’Aia. Le normative nazionali ed europee stabiliscono che per l’esercizio di questo tipo di impianti è necessaria l’Aia che è l’unico documento legale che ne regola l’attività.

Il problema, oggi, è creare le condizioni di agibilità per cui l’azienda possa rispettarla rigorosamente. Io e il Governo andiamo avanti per impedire che si crei situazione per cui non si rispetti la legge e per coniugare lavoro e salute.

Di tutt’altro avviso Angelo Bonelli, più volte in contrasto con lo stesso Clini sul caso Ilva. Il presidente dei Verdi plaude al provvedimento della magistratura e chiede nuove disposizioni per accelerare il processo di bonifica:

Si provveda subito al sequestro dei beni del Gruppo Ilva e dei beni della famiglia Riva per garantire le bonifiche che spettano all’azienda. L’annuncio della chiusura degli stabilimenti dell’Ilva è semplicemente una rappresaglia dell’azienda che usa i lavoratori per fare pressione sul governo rispetto ai provvedimenti della magistratura che hanno lo scopo di tutelare la vita e la salute dei cittadini di Taranto.

Il governo, che ha fatto semplicemente finta di intervenire, ha una responsabilità enorme perché si è occupato semplicemente di minimizzare il dramma di Taranto e non è intervenuto in alcun modo rispetto all’emergenza ambientale e sanitaria della città.

27 novembre 2012
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 28 novembre 2012 alle1:47 ha scritto: rispondi »

Proposta provocatoria: Visto che le automobili e gli impianti di riscaldamento inquinano e provocano notevoli danni alla salute, perchè non teniamo tutti al freddo e tutti a piedi, no voglio essere generoso concediamo la bicicletta. Mi sembra che qualcuno sia fuori dal mondo reale. Cerchiamo si di migliorare  questo mondo, ma con iniziative sensate. 

Lascia un commento