A Taranto si muore per colpa dell’inquinamento atmosferico dovuto alla presenza dell’acciaieria dell’Ilva: questo sembra l’unico dato inequivocabile. Per il resto, in questi giorni si registra una querelle fra il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli e il ministro per l’Ambiente Corrado Clini sulla quantità di queste morti.

Secondo la documentazione resa nota dai Verdi, l’indice di mortalità nella città di Taranto a causa dell’inquinamento sarebbe del 27%. Certo, solo in certi quartieri, particolarmente esposti all’inquinamento, luoghi dove l’incidenza tumorale avrebbe un picco del 46%.

Ma se i media hanno dato molto spazio a questo preoccupato allarme, il Ministro Clini non ha fatto attendere la sua risposta, particolarmente al vetriolo, rivelando che i dati sarebbero ancora non completi:

Non c’è nulla di segreto, nulla di nascosto. L’unica cosa evidente è che si stanno manipolando con grande spregiudicatezza dati incompleti e si sta creando una pressione sulla popolazione e sulle autorità. Non c’è nessuno oggi che può dire che c’è una relazione causa-effetto sulle attività industriali attuali dell’Ilva e lo stato di salute della popolazione.

E dato che Bonelli lo accusava di tenere segreti questi dati, Clini non ha perso tempo querelando l’avversario:

Quello che mi preoccupa non è tanto la diffamazione, che pure è un reato , quanto la diffusione di notizie false che generano allarme tra la popolazione e mirano ad intimidire le autorità competenti in materia di protezione dell’ambiente e tutela della salute. Bonelli dovrà dimostrare le sue accuse davanti a un giudice. Senza dimenticare peraltro che, nel maggio scorso, Bonelli è già stato giudicato dalla popolazione di Taranto che lo ha sonoramente battuto alle elezioni comunali.

Il Presidente dei Verdi, a sua volta, ha incassato e restituito il colpo, come dimostra questa video-intervista pubblicata da Repubblica dove rende noto la sua intenzione di procedere ad una contro-querela per diffamazione.

Eppure, al di là della precisione dei dati, che l’inquinamento negli ultimi anni abbia prodotto morti e tumori ci sembra un dato incontrovertibile. Così come il fatto che il fatto che l’acciaieria abbia prodotto lavoro. Il nodo, forse, non sta tanto nel contestare i dati, ma nel risolvere un problema evidentemente così grave.

20 settembre 2012
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I vostri commenti
luciano, venerdì 21 settembre 2012 alle21:38 ha scritto: rispondi »

Ma come è possibile che il ministro Clini dica che non esiste nessuna causa ed effetto per i morti da inquinamento industriale dell'Ilva di Taranto. Qui mi sembra di sentire il solito disco rotto come ad esempio lo era per le morti da uranio impoverito.Si continua a negare il rapporto di causalità. Eì vergognoso!!!!!

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