Taranto avrà un piano straordinario per affrontare l’emergenza sanitaria e ambientale. Dalla Regione Puglia è stato presentato un progetto che porterà all’istituzione del Centro Salute e Ambiente, polo di riferimento per l’area tarantina e jonica. Per quanto riguarda gli sviluppi del caso Ilva, la Camera ha approvato in via definitiva il decreto sulla bonifica del capoluogo mentre dalla ASL arrivano dati allarmanti: +50% i malati di tumore nell’area tarantina.

L’approvazione del decreto di bonifica che coinvolge l’Ilva scatena l’immediata reazione del segretario UIL Angeletti, che giudica l’atto come una potenziale “bomba atomica”. Dal colosso siderurgico arriva anche la notizia del ferimento di un operaio di 34 anni. L’uomo ha riportato ustioni di primo grado a causa dello scoppio di scorie incandescenti mentre era al lavoro nel reparto “Gestione recupero ferro”, tra quelli sottoposti a sequestro dalla magistratura.

La Regione Puglia ha nel frattempo reso noto che il Centro Salute e Ambiente si occuperà di effettuare verifiche e monitoraggio degli agenti inquinanti nell’area jonica e delle possibili conseguenze per la salute della popolazione. Taranto diverrà così non soltanto il simbolo di quel colosso industriale rappresentato dall’Ilva, ma punto di riferimento per la salute pubblica dell’intera area jonica. Come sottolinea Ettore Attolini, assessore regionale alla Sanità:

Una delle attività fortemente innovative che il Centro realizzerà è l’analisi e il monitoraggio della presenza di agenti chimici nei liquidi biologici; in questo modo sarà possibile, ad esempio, fugare i dubbi e le paure delle mamme che si rifiutano di allattare i loro piccoli per paura di una eccessiva presenza di diossina nel loro latte.

Durante la presentazione del progetto, avvenuta a Taranto presso l’ex ospedale Testa (ora presidio Arpa Puglia), lo stesso Attolini ha preso poi le distanze da quanto affermato durante il convegno organizzato a Villasimius (Sardegna) dalla FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), durante il quale erano stati riportati dati allarmanti circa l’aumento di ricoveri nei reparti oncologici e di pazienti affetti da patologie tumorali.

I dati presentati al convegno della FIMMG riportavano aumenti nel numero di pazienti affetti da forme tumorali pari al 50% rispetto al 2011, di ricoverati in day hospital del 60% mentre gli ambulatoriali del 40%. A renderle note la responsabile per il controllo della spesa farmaceutica della ASL di Taranto, Rossella Moscogiuro, insieme ad alcune percentuali riguardanti le affezioni da malattie respiratorie:

Dai primi dati risulta che a Taranto il 3,3% della popolazione soffre di grave patologia respiratoria,contro l’1,8% di Verona e il 2,3% di Teramo.

Dati senza alcun fondamento secondo l’assessore alla Sanità Attolini, destinati unicamente a generare falso allarmismo:

I dati diffusi non hanno alcun fondamento. Innanzitutto, va specificato che parliamo del numero di ricoveri nel reparto di oncologia di un solo ospedale.

I dati in nostro possesso si riferiscono al primo trimestre dell’anno in corso, confrontato con il primo trimestre del 2011 e ci dicono che: i ricoveri per patologie oncologiche nei primi tre mesi del 2011 sono stati 148, mentre nello stesso arco di tempo del 2012 sono stati 166; un lieve incremento dei ricoveri, quindi, che tuttavia, non significa un aumento di nuovi casi di tumori.

Inoltre, i numeri dicono che dei 148 ricoveri del 2011, il 93% erano di residenti a Taranto e provincia, mentre dei 166 del 2012, solo il 76% sono di cittadini dell’area jonica.

5 ottobre 2012
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I vostri commenti
guido picchetti, sabato 6 ottobre 2012 alle8:36 ha scritto: rispondi »

 Mi scuso per il precedente commento, postato monco all'inizio... Eccolo debitamente corretto.   A proposito dell'aumento dei tumori nel tarantino denunciato in varie occasioni dai medici nei giorni scorsi, l'assessore alla sanità della Regione Puglia Attolini ha dichiarato che si tratta di dati privi di fondamento, destinati unicamente a generare falso allarmismo. E per tutta risposta, ha presentato il progetto di istituzione dell'istituendo Centro Salute e Ambiente, che dovrebbe divenire il polo di riferimento per l’area tarantina e jonica, dicendo che "una delle attività fortemente innovative che il Centro realizzerà è l’analisi e il monitoraggio della presenza di agenti chimici nei liquidi biologici; in questo modo sarà possibile, ad esempio, fugare i dubbi e le paure delle mamme che si rifiutano di allattare i loro piccoli per paura di una eccessiva presenza di diossina nel loro latte." In altre parole, invece di curare le malattie, nel nuovo Centro si faranno altre analisi capaci di fugare timori e dubbi... Se ben ricordo per fare ciò, non ci vuole molto. Basterà elevare i limiti minimi di pericolosità della diossina e saremo tutti "salvi" per legge... Atrazina docet... Nel 1985, quando si accertò che la presenza di questo diserbante nelle acque potabili in Val Padana era di dieci volte maggiore ai limiti minimi di pericolosità fissati dalla direttiva Cee e anche dalla legge italiana, come rimedio fu semplicemente prorogata di due anni l'applicazione della legge e della direttiva, e l'atrazina divenne "potabile" !!! Poteri dellla nostra politica... Ma allora erano altri tempi... Ora per variare certi indici di pericolosità si costruisce addirittura un "Centro Salute" ... E poi dicono le Regioni...  

guido picchetti, sabato 6 ottobre 2012 alle8:26 ha scritto: rispondi »

 nei giorni scorsi, l'assessore alla sanità della Regione Puglia Attolini ha dichiarato che si tratta di dati privi di fondamento, destinati unicamente a generare falso allarmismo. E per tutta risposta, ha presentato il progetto di istituzione dell'istituendo Centro Salute e Ambiente, che dovrebbe divenire il polo di riferimento per l’area tarantina e jonica, dicendo che "una delle attività fortemente innovative che il Centro realizzerà è l’analisi e il monitoraggio della presenza di agenti chimici nei liquidi biologici; in questo modo sarà possibile, ad esempio, fugare i dubbi e le paure delle mamme che si rifiutano di allattare i loro piccoli per paura di una eccessiva presenza di diossina nel loro latte." In altre parole, invece di curare le malattie, nel nuovo Cerntro si faranno altre analisi capaci di fugare timori e dubbi... Se ben ricordo per fare ciò, non ci vuole molto. Basterà elevare i limiti minimi di pericolosità della diossina e saremo tutti "salvi" per legge... Atrazina docet...Nel 1985, quando si accertò che la presenza di questo diserbante nelle acque potabili in Val Padana era di dieci volte maggiore ai limiti minimi di pericolosità fissati dalla direttiva Cee e anche dalla legge italiana, come rimedio fu semplicemente prorogata di due anni l'applicazione di legge e direttiva, e l'atrazina divenne "potabile" !!! Poteri dellla nostra politica... Ma allora erano altri tempi... Ora per variare certi indici di pericolosità si costruisce addirittura un "Centro Salute" ... E poi dicono le Regioni... 

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