Illuminazione pubblica senza elettricità. Nessun ritorno a candele o combustibili vari, ma lo sfruttamento della bioluminescenza garantita da un batterio presente in alcune specie di seppie. Il progetto è stato lanciato dalla Glowee, società francese con sede a Parigi.

Lo sviluppo attuale prevede la possibilità di utilizzare la bioluminescenza offerta dal batterio “Aliivibrio fischeri” per illuminare cartelli stradali e insegne dei negozi. La durata attuale di questo sistema è di tre giorni, ma sono già allo studio soluzioni che garantiscano un tempo minimo di un mese. Come ha spiegato la fondatrice di Glowee, Sandra Rey:

Il nostro obiettivo è di cambiare il modo in cui si produce e si utilizza la luce. Vogliamo offrire una soluzione globale che ridurrà del 19% il consumo di elettricità destinato all’illuminazione.

Malgrado ciò il progetto della Glowee non punta a sostituire l’illuminazione elettrica con il sistema basato sulla bioluminescenza, spiega Rey, ma a offrire possibilità differenti rispetto alle tradizionali reti.

Tra le soluzioni possibili non soltanto l’applicazione ai cartelli stradali o sulle vetrine dei negozi, eventualmente anche per installazioni artistiche, ma anche aree come i parchi pubblici cittadini, spesso sprovvisti di una rete di cavi utile a garantire una adeguata illuminazione.

7 marzo 2016
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