Spesso uscire con il cane per una passeggiata può trasformarsi in un momento di shopping e relax. Risulta quindi normale entrare in un negozio o in un bar con il proprio amico con la coda, magari per un acquisto o un caffè. Ma non tutti i proprietari amano l’ingresso degli animali di affezione, infatti ne osteggiano la presenza con cartelli di divieto.

Ma il famoso cartello con la dicitura “io qui non posso entrare” il più delle volte è illegale. Infatti non esiste una legge in merito, gli unici divieti validi rimandano al Reg. CE 852/2004 che, all’allegato II, capitolo IX, comma 4 indica l’impedimento all’ingresso degli animali domestici nei luoghi in cui gli alimenti sono preparati e/o conservati.

Un esempio classico il cane che aspetta paziente fuori dal supermarket, ma non esiste al contempo una legge che possa vietare il loro ingresso nei negozi di abbigliamento, nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali. A sottolinearlo è l’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), la quale invita i proprietari a segnalare ai vigili urbani eventuali allontanamenti non regolari. È indispensabile esigere sempre la visione di un documento firmato dal sindaco che attesti il divieto, in caso contrario è giusto rivolgersi ai vigili.

Il cane può quindi accompagnare il proprietario anche al ristorante, l’importante è che sia munito di guinzaglio e spesso se richiesto anche della museruola. Solitamente ogni città si gestisce in modo autonomo, con limitazioni e permessi a seconda delle necessità. Torino è ad esempio molto dog friendly e consente l’ingresso in quasi tutti gli esercizi commerciali, alimentari compresi. E non è strano trovare una ciotola d’acqua fuori dai negozi per i cani d’affezione, padronali e randagi.

1 agosto 2012
I vostri commenti
Claudio, lunedì 7 dicembre 2015 alle9:58 ha scritto: rispondi »

Ho cani da quando sono bambino e attualmente ho 58 anni. Ho un Labrador eccezionale di 2 anni che ho portato anche a scuola dove ha imparato molte cose fra cui, stare con gli altri cani, ubbidire ai comandi ecc... ma non mi sognerei mai di portarlo in un negozio, in un ristorante o peggio ancora in chiesa ...... e si perchè c'è qualche deficente che tenta di farlo, con la disapprovazione del mondo intero. Il cane è un gran bel compagno, ti da tante soddisfazioni e se lo tratti bene lo avrai sempre al tuo fianco .... ma è sempre un cane, non una persona. L'errore più grande che si può fare è metterlo allo stesso livello .... no lo è e non lo sarà mai. Condivido ciò che ha detto sanchez, molto meno quello che hanno detto Emanuela, Giovanna e Franco. Gli animali si amano per quello che sono non per quello che vorremmo farli diventare e se qualche negoziante vi permette di farli entrare, abbiate rispetto per gli altri clienti che pur amando gli animali non conoscono ne voi ne il vostro cane, dunque massima educazione ( cani piccoli in braccio, cani di taglia medio grossa con la museruola ). E non Vi lamentate se dovrete pagare i danni che fa il vostro cane al negoziante. Se amate veramente il vostro cane portatelo dove lui sta bene gioca e non fa danni al vostro prossimo .... all'aria aperta. Vi ricordo che succede anche che un cane uccida il figlio del proprio padrone e Vi assicuro che non lo fa per cattiveria o perchè trattato male, ma solo perchè anche un cane, come succede agli uomini, può sbiellare.

franco, sabato 31 ottobre 2015 alle19:30 ha scritto: rispondi »

oggi non ho potuto entrare al bricofer col mio cane perché non aveva la museruola mi sembra una cosa assurda

Francesco B., sabato 30 maggio 2015 alle14:43 ha scritto: rispondi »

Continua ad esserci una profonda ignoranza su questo tema, e questo articolo ne è la prova. Ogni località ha le proprie ordinanze, ma in linea di massima vale la seguente norma: se il gestore non vuole che il cane entri ha tutto il diritto di non farlo entrare, ma deve apporre apposito cartello ben visibile all'entrata, pena una multa. Viceversa, se non vi sono cartelli, il cane può entrare solo se al guinzaglio e se il padrone ha museruola al seguito. In caso di bar dove ci si sieda o ristoranti, il gestore che accetta i cani deve predisporre zone adatte per accogliere i cani evitando che stiano a contatto con clientela eventualmente cinofobi. Naturalmente tutto ciò non si applica a categorie speciali di cani (ad es. accompagnatori di non vedenti o pazienti in trattamento di pet therapy).

Giovanna, martedì 17 marzo 2015 alle0:06 ha scritto: rispondi »

Non si può generalizzare. Se il cane è educato non vedo perché non possa entrare in centri commerciali e luoghi pubblici. Io ho una cucciola di Weimaraner di quasi un anno. Al supermercato, per via dell'odore del cibo evito di portarla ma in altri luoghi non vedo il problema. Se è in calore per tutto il periodo dello stesso la tengo a casa, sia per non rischiare una gravidanza per ora non gradita sia per non eccitare i cani maschi che potrebbe incontrare. Poi ho sempre raccolto i suoi bisogni con sacchetti apposta e ho sempre cercato di essere civile quando la portavo con me. Con il buon senso tutto si può fare... Anche lasciare entrare i cani...! Perché comunque non parliamo di quelle mamme che permettono tutto ai loro figli piccoli viziati e maleducati? Ma è vero loro sono esseri umani anche se urlano, sono viziati e a volte senza supervisione rovinano le cose con cui stanno giocando, ad esempio se sono in un negozio di vestiario...! Certe bestie sono migliori di alcuni esseri umani...

Emanuela, giovedì 1 gennaio 2015 alle21:56 ha scritto: rispondi »

I Cani non hanno odore cattivo ma profumo... Il Cane può andare oltre al parco anche nel centro commerciale perché il Cane ama stare con il padrone e viceversa. Poi questo signore ....??? Mi sembra un po' arrabbiato nei confronti dei Cani .. Chi non ha un Cane non sa cosa si perde.... Povero lui...!!deve essere proprio una persona infelice e insoddisfatta della propria vita .... Poverino ....!,, prenditi un Cane magari sarai più felice.. O meglio no noooooo perché uno come lei lo tratterebbe male ...

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