Mangiare bene vuol dire anche cercare di minimizzare l’impatto ambientale che proviene dall’industria alimentare. Lo sa bene il WWF, che proprio al riguardo sta conducendo una campagna di sensibilizzazione in Gran Bretagna, cercando di convincere i cittadini e il governo ad adottare e promuovere una dieta alimentare il più possibile ragionata.

La “dieta ecosostenibile” elaborata da alcuni studiosi e chiamata “Livewell Diet” (o “Dieta Viverebene” in italiano) si propone di offrire una guida per l’alimentazione con un occhio di riguardo all’abbattimento delle emissioni di gas serra prodotte dall’agricoltura e non solamente da essa.

Secondo il WWF, lo stile di alimentazione dei cittadini britannici, ma più in generale, anche di quelli del mondo occidentale, ha un impatto sull’ambiente fortemente distruttivo e non facilmente sostenibile:

”Un hamburger consumato a Londra, a New York o a Roma ha un potenziale distruttivo sulla foresta amazzonica. Se tutti mangiassero come un europeo servirebbero due pianeti per nutrirli entro il 2050.”

Insomma gli europei mangiano tanto e senza equilibrio, mentre la dieta consigliata vedrebbe la presenza di cereali ricchi di fibre e latte parzialmente scremato, toast e marmellata a colazione, con una minestra di lenticchie e un sandwich di scampi e maionese su pane nero a pranzo, seguito poi da un curry di pollo e riso con una fetta di pita.

Una dieta semplice di cui uno degli obiettivi è limitare il consumo di carne e dei prodotti pronti all’uso, i quali oltre ad essere poco salutari, rappresentano generi alimentari la cui produzione ha un forte impatto sia per quanto riguarda le emissioni che per quanto riguarda il consumo idrico.

Per quanto riguarda la Gran Bretagna, la campagna del WWF si propone di abbassare la media di 79 chili di carne all’anno consumata da ogni cittadino a 10 chilogrammi, cercando di ottenere l’aiuto, in questo senso, dal governo di David Cameron, che potrebbe incentivare le linee guida della “Livewell Diet” attraverso un’opera di promozione istituzionale.

1 febbraio 2011
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I vostri commenti
Pito28, mercoledì 2 febbraio 2011 alle11:43 ha scritto: rispondi »

Abbassare il consumo pro-capite di carne da 79 kg a 10 kg: ecco, una battaglia del genere è innegabilmente destinata a fallire. Nessuno accetterà mai un taglio così drastico, ci vuole la politica dei piccoli passi.

aldo, martedì 1 febbraio 2011 alle12:15 ha scritto: rispondi »

Insomma siamo allo scontro WWF contro McDonald? Sarà una bella sfida...

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