Il WWF invoca un Global Deal sul clima

Un trattato globale sul clima che preservi l’umanità da conseguenze irreparabili determinate dall’impatto dei cambiamenti climatici. È questa la richiesta avanzata dal WWF nel dossier 2009 Anno del clima: Effetto Global Deal.

L’ambiziosa proposta ha come obbiettivo ideale un mondo a carbonio zero e si rivolge agli attori del negoziato internazionale, Usa, Ue e G77, per indurli a prendere misure più coraggiose, in sede di Convenzione delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC), perché il riscaldamento globale potrebbe aver già determinato il primo tipping point del sistema climatico della terra, vale a dire la scomparsa dei ghiacci artici.

Bisogna dunque:

ripensare il modo di produrre e consumare, con la migliore capacità di visione e di innovazione possibile

In questo senso, spetta all’Europa la palma del miglior continente proiettato nella nuova era a basso impatto ambientale. Diversi dati confortano questo lusinghiero giudizio.

Nel 2006 la crescita della capacità produttiva di elettricità da energia rinnovabile ha sorpassato, nel Vecchio Continente, quella ricavata da fonti tradizionali.

Per di più, la Danimarca detiene il primato mondiale nella produzione di energia elettrica da eolico mentre la Germania nel 2007 è diventato il primo paese ad aver installato nel giro di un solo anno più di un gigawatt di potenza di impianti fotovoltaici.

Malgrado ciò, l’Italia non regge il passo con le nazioni europee più virtuose. Il Belpaese dal 1990 al 2007 ha aumentato le emissioni di CO2 di oltre il 10% essendo al contempo inadempiente su vari fronti.

Il documento, per correggere il divario di performance, formula una serie di specifiche richieste a governo ed enti locali italiani, evidenziando anche quanto degli impegni presi è stato disatteso.

Le misure suggerite comprendono peraltro il varo di un piano d’azione nazionale con obiettivi per la quota d’energia da fonti rinnovabili nei diversi settori e un riordino della normativa fiscale basata su un principio di fiscalità progressiva per consumi connessi a sprechi energetici.

Lo scritto del WWF contiene anche una sezione dedicata all’esame del comportamento delle imprese. Qui si evince che grandi aziende come Dupont e Wall Mart hanno messo in atto importanti strategie di riduzione delle emissioni. ST Microelectronics addirittura si è posta il traguardo zero emissioni entro il 2010, contemporaneamente a quello di un incremento della produzione di 40 volte l’attuale.

Società importanti, come Hewlett Packard, IBM, Nokia, Sony, sono d’altronde entrate a far parte del programma Climate Savers incentrato sull’adozione volontaria di piani di riduzione delle emissioni di gas serra.

2 dicembre 2008
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