Il topo è da qualche tempo l’animale domestico preferito da molte famiglie, tanto da raggiungere una popolarità simile a quella del gatto. No: non stiamo parlando di cavie, criceti o altri simpatici roditori da salotto, ma di topolini a tutti gli effetti. È quanto svela un’indagine “casalinga” di Kenneth Miller, un giornalista di Parade.

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L’uomo ha una piccola bambina, molto appassionata di animali ma sfortunatamente allergica a cani e gatti. E così, dopo tanta insistenza, il giornalista si è dovuto confrontare con una realtà per lui sconosciuta: quella dell’allevamento di topi come animali domestici. Stando alle statistiche dell’American Pet Products Association, negli Stati Uniti il tasso di topi si duplicherebbe ogni anno, tanto da raggiungere oggi una diffusione paragonabile a quella del gatto.

Poco importa se al topo sono storicamente associati significati funesti – dal portatore di malattie all’untore della peste nera – perché se accuditi con il massimo della cura e seguiti dal veterinario, questi piccoli roditori non causano nessun problema in famiglia. E, anzi, paiono essere degli animaletti anche molto affettuosi.

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Ma come si inseriscono i topi in un contesto famigliare dove esistono già altri animali domestici, in particolare i felini? Da sempre gatto e topo sono acerrimi rivali, ma pare che vi siano delle possibilità per assicurarne la convivenza. Così come svela la blogger Jelena Woehr, la chiave del successo è la crescita insieme. Un gatto abituato alla movimentata presenza di roditori, non sentirà la necessità di cacciarli. Il micio, infatti, cattura e uccide i topi più per istinto e divertimento che per necessità alimentari, è proprio per questo che spesso i corpi esanimi delle prede vengono abbandonati in giardino o portati come trofeo al proprietario. Insomma, la convivenza è possibile, purché sempre sotto la supervisione di un umano.

Foto: Brown Rat | Shutterstock

29 aprile 2013
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