In Europa i test sugli animali per ragioni cosmetiche sono vietati dallo scorso marzo, quando un nuovo regolamento – approvato dopo anni di pressioni delle lobby e di lotte animaliste – ne ha bandito il ricorso in tutti gli stati membri, compresi i prodotti d’importazione. Un grande successo per chi ha a cuore le sorti del mondo animale, su cui tuttavia si deve fare ancora molto: la decisione europea, infatti, non è ancora una realtà a livello mondiale. Una ricerca proveniente dall’Inghilterra potrebbe però accelerare questo percorso, con un test alternativo che non ha bisogno di animali e vivisezione.

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È stato elaborato presso l’Università di New Castle e si propone di analizzare le eventuali conseguenze avverse a un cosmetico semplicemente analizzando la reazione del sangue umano all’esposizione di alcuni composti. Per essere portata a termine, l’analisi del cosmetico non ha bisogno di topi, conigli, gatti e cagnolini, bensì di una sola provetta di sangue umano.

A spiegare il funzionamento, probabilmente non di facile comprensione per i non addetti ai lavori, ci pensa Anne Dickinson, ricercatrice dell’istituto di medicina molecolare dell’Università sopracitata:

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Il sistema parte dall’impiego di cellule prelevate da campioni di sangue umano, differenziate in cellule dendritiche che attivano i linfociti T e una cascata di citochine per predire le reazioni di sensibilizzazione cutanea e avverse da ingredienti cosmetici o da nuovi farmaci. Il test offre una accurata e rapida alternativa all’impiego degli animali ed è stato già sperimentato con successo da alcune aziende farmaceutiche.

Un’ottima notizia per gli animalisti di mezzo mondo, per un progressivo abbandono dei test su cavie in tutti i contenenti. Come accennato, e così come la normativa europea prevede, si parla pur sempre di esperimenti di natura cosmetica, mentre servirà tempo per raggiungere lo stesso risultato anche in ambito medico, dove pare che la sperimentazione animale non possa essere ancora del tutto abbandonata. Scoperte come quella descritta, però, accendono la speranza anche in questo importante settore.

30 maggio 2013
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