Il tè verde riduce il rischio di cancro ovarico

Si parla spesso del potenziale benefico del tè verde e delle sue proprietà antiossidanti, vera e propria manna per la salute. Quel che la tradizione e la saggezza popolare sostengono da anni, però, trova ora conferma in uno studio scientifico: il tè verde sarebbe associato alla riduzione del rischio di sviluppare un cancro ovarico.

È quanto rivelato da uno studio condotto da Dada Su, un dottorando della Curtin University, che svela come le donne che facciano uso abituale di tè verde abbiano probabilità ben più ridotte di sviluppare un tumore alle ovaie rispetto a chi non vi ricorre. Un risultato straordinario, che dimostra come la natura fornisca all’uomo delle risorse irrinunciabili per la sua salvezza.

Il dottorando ha intervistato e analizzato 1.000 donne a Guangzhou, in Cina. La scelta della nazione asiatica non è ovviamente casuale, perché il tè è una delle tradizioni più radicate di questa zona dell’oriente. Del campione, la metà esatta (500) è composta da donne a cui è stato diagnosticato un carcinoma dell’epitelio ovarico, mentre le restanti sono pazienti sane inserite in un gruppo di controllo. Dai dati, è emerso come la gran parte di consumatrici di tè verde – oltre il 78,8% – sia presente nel gruppo delle intervistate sane, lasciando quindi intendere una possibile relazione tra il consumo della bevanda e la riduzione del rischio di sviluppare un tumore.

Pur non avendo analizzato le proprietà chimiche del tè, Su ha scoperto come la miscela dai più probabili effetti sia quella che preveda l’uso di tè verde, nero e oolong. Vi sarebbe, inoltre, una precisa relazione non solo tra il consumo e il tumore, ma anche tra la frequenza dell’assunzione e le dosi di tè scelte. A specificarlo è Andy Lee, ricercatore della School of Public Health di Curtin:

«Non è solo in consumo, ma anche la quantità di tè utilizzata e la frequenza dell’assunzione. Di conseguenza, più tazze si bevono al giorno e maggiori sono le quantità di tè impiegato, migliori sono i risultati nella riduzione del rischio.»

La ricerca proseguirà nei prossimi mesi, soprattutto per capire nel dettaglio quale sia la correlazione, la proprietà intrinseca, che porta all’abbattimento del rischio di tumore. Il percorso è ancora lungo, ma vi è un cauto ottimismo:

«Al momento stiamo analizzato il tutto solo sul versante dello sviluppo del cancro, ma vogliamo scoprire anche se il consumo di tè sia collegato anche al tasso di sopravvivenza. Abbiamo notato che il cancro all’utero ha un misero tasso di sopravvivenza a 5 anni al 43% in Australia. Quindi vogliamo verificare se queste pazienti possano migliorare il loro tasso di sopravvivenza continuando a bere tè.»

15 dicembre 2012
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