Il solare sorpassa l’eolico in Italia

Si tratterebbe di un sorpasso importantissimo, strategicamente parlando: secondo le stime del Sole 24 Ore, il solare supererà entro dicembre l’eolico, sia quanto a “potenza installata”, sia quanto a “energia prodotta”. Secondo tali stime:

calcolate sull’attuale trend di autorizzazioni all’esercizio da parte del GSE, gli impianti fotovoltaici balzeranno dagli attuali 6,75 Tw a 9 Tw di potenza installata, per la corsa all’allacciamento da parte delle centrali che rientrano nel decreto salva-Alcoa e che godono di generosi incentivi prelevati dalle bollette di famiglie e imprese.‬‪ ‬‪

In pratica, a causa del forte calo negli incentivi per l’eolico e il momentaneo mantenimento di quelli per il “piccolo” solare, il divario che esisteva fra le due fonti sta per essere colmato. Ma l’effetto del fotovoltaico si fa sentire in tutto il comparto “energetico”:

La crescita del fotovoltaico sta trainando tutto il settore. Nomisma Energia, in una ricerca flash realizzata per Il Sole 24 Ore, stima che quasi tutto l’incremento del 7% del comparto energia nel 2010 sul 2009 sia attribuibile proprio alla corsa all’energia solare. Bene anche gli investimenti: +42%, a quota 22,6 miliardi di euro (che però sarebbero potuti essere almeno 10 in più se opere energetiche fondamentali non fossero state bloccate dall’effetto Nimby – Not in my backyard, non nel mio cortile – che sta rallentando lo sviluppo del paese). Positivo anche il trend dell’occupazione del comparto energia: +19%, a quota 140mila addetti (più altri 100mila almeno dell’indotto). Tutto merito degli incentivi al solare, che tanto hanno fatto discutere, al momento del varo del Quarto conto energia.

Resta da chiedersi – e non è una domanda retorica, ma aperta – se il calo di crescita dell’eolico sia davvero una buona notizia. Certo si tratta di una fonte molto discussa, a causa dell’impatto paesaggistico, non proprio pari a 0 e di certo, il piccolo fotovoltaico, in questo senso offre più garanzie. Resta il fatto che l’eolico, dopo l’idroelettrico, è la fonte energetica più “produttiva” e che in moltissimi Paesi è oggetto dei maggiori investimenti (si veda la Cina). Quello che l’Italia sta affrontando è un momento cruciale nelle scelte energetiche future; speriamo di imboccare la via migliore.

27 giugno 2011
I vostri commenti
Enzo R., sabato 2 luglio 2011 alle10:36 ha scritto: rispondi »

Concordo su certi aspetti: per principio, non è giusto imporre qualcosa a qualcuno e/o a una comunità. Ma il discorso è assai complesso e potrei osservare che lo stesso metodo democratico implica conseguenze non democratiche. Se in qualsiasi decisione la maggioranza è sovrana, com'è giusto che sia e non importa con quale percentuale,  occorre accettare che vi sarà un minoranza che subirà un'imposizione. Vivere in un contesto sociale con senso civico comporta accettare limitazioni stabilite da leggi e comune senso morale, come la pacifica convivenza col tuo prossimo che può avere esigenze di ogni tipo diverse dalle tue: l'alternativa è "cambiare aria" o il ritirarsi in una sorta di eremitaggio, cioè uscire dal contesto sociale predominante. E' il caso noto di non pochi "clochard" che, per consapevole e dichiarata scelta, non intendono rientrare nella cosiddetta "società civile". E' facile parlare di Nimby? Non credo, poiché al di là dell'acronimo (partorito non in casa nostra) sussiste il concetto, particolarmente diffuso nel nostro Paese, di esigere un beneficio con la pregiudiziale   "onori a me, oneri a te" che si commenta da solo. E mi spiace dire che in Italia, Paese che amo e difendo con tutte le mie forze, il senso civico, che poi significa volere il bene comune, è assai prossimo a zero. Non è un difetto da poco: mentre noi litighiamo, altri costruiscono e, bene o male, vanno avanti.  

Guido Grassadonio, martedì 28 giugno 2011 alle8:23 ha scritto: rispondi »

Come dimostra, credo, il movimento NO TAV, si fa presto a dire "Nimby". A prescindere di dove stia la ragione, non credo sia giusto imporre qualcosa ad una comunità, e non credo che sarebbe particolarmente democratico. Quando una comunità manifesta contro una decisione "centrale", possiamo parlare di egoismo.... o anche di patologica slegatura fra "centro" e "periferia" di una nazione. Slegatura nei fatti violenta, come hanno dimostrato le cariche di ieri.

Enzo R., lunedì 27 giugno 2011 alle20:59 ha scritto: rispondi »

Certo, speriamo d'imboccare la via migliore, ma sarà assai difficile con l'effetto "Nimby" che si manifesta già quando siamo solo agli inizi della svolta energetica voluta dal 95% dei votanti. Vorrei vedere i risultati di un referendum contro l'effetto Nimby: sarebbe garantito un coro unanime di proteste per un'azione antidemocratica contro la libertà dei cittadini.

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