Che il SISTRI, il nuovo sistema di tracciamento dei rifiuti speciali non pericolosi voluto dal Ministero dell’Ambiente, non funzioni al meglio è noto. Da mesi gli operatori del settore lamentano malfunzionamenti: software, chiavette, black box a turno c’è sempre qualcosa che non fa il suo lavoro come dovrebbe.

Il nuovo sistema è in fase di test, dopo che la sua entrata in funzione è stata prorogata per l’ennesima volta, ma tutte le aziende che si occupano del ciclo dei rifiuti già lo pagano da oltre un anno. E sono già parecchie quelle che stanno pensando ad una class action contro il Ministero per recuperare i soldi investiti senza motivo.

Tutto questo e anche di più è stato ripreso “live” dalla redazione de “La Nuova Ecologia“. Il giornale di Legambiente ha fatto visita, telecamerina in mano, ad alcune aziende in Campania: una che raccoglie i rifiuti, una che li trasporta e una che li tratta a norma di legge. Nel video è ben documentato sia il viaggio fisico dei rifiuti sia quello telematico.

Ma se il primo procede spedito e senza intoppi, non si può dire la stessa cosa per il secondo. Prima problemi alle mail di notifica, poi ritardi dovuti alla registrazione su ogni chiavetta dei documenti di trasporto necessari al viaggio. Infine, giunti nell’impianto di trattamento per fare la chiusura della pratica SISTRI, il sistema telematico che non risponde e il call center del Ministero dell’Ambiente che sa solo invitare l’operatore a legger meglio le istruzioni sul funzionamento del software. Un video tecnicamente non proprio perfetto, ma assolutamente chiarificatore.

31 gennaio 2012
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