Il sistema normativo che regola la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) è stato introdotto in Italia con l’approvazione del decreto legislativo 151/2005 che recepisce la direttiva CE 2002/96.

I suoi fondamentali obbiettivi sono la prevenzione della produzione di rifiuti RAEE, che ammontano a 2 milioni di tonnellate ogni anno e in continuo aumento, la promozione di reimpiego e riciclo per ridurre la quantità destinata allo smaltimento in discarica, la riduzione dell’uso di sostanze pericolose contenute nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE).

Riguardo a quest’ultimo aspetto la legge ha inteso accogliere la cosiddetta direttiva RoHS (Restriction of Hazardous Substances), adottata nel febbraio 2003 e obbligatoria dal 1° luglio 2006, che trova applicazione sui prodotti fabbricati o importati nell’UE e che pone divieti e vincoli all’uso di piombo, cadmio, mercurio, cromo esavalente, bifenili polibromurati, etere di difenile promobromurato.

Principio cardine del dlgs 151/2005 è che la gestione dei rifiuti deve passare dall’ente locale al produttore, termine comprendente l’azienda che fabbrica l’apparecchio elettronico, chi rivende con il proprio marchio (private labels) prodotti di altri fornitori o l’impresa importatrice.

In base al nuovo quadro legislativo i produttori hanno l’obbligo di finanziare e gestire sia le attività di trasporto dei RAEE dai Centri di Raccolta agli impianti specializzati sia le operazioni di trattamento con garanzia di raggiungimento di specifici obbiettivi di recupero, reimpiego e riciclaggio di materiali e sostanze, il cui monitoraggio è affidato all’APAT.

I Comuni assicurano invece l’accessibilità, l’adeguatezza e la funzionalità dei Centri di Raccolta pubblici dei RAEE provenienti dai nuclei domestici in modo da ottenere un tasso di conferimento pari a 4 kg per abitante all’anno, mentre ai distributori compete il ritiro gratuito delle apparecchiature dismesse dai consumatori finali all’atto dell’acquisto di una nuova.

Tuttavia l’attuazione della parte relativa agli obblighi della distribuzione è stata rinviata dal Decreto “Milleproroghe 2008″ e alcuni dei 12 decreti attuativi previsti per completare la messa a regime del sistema finora non hanno visto la luce.

È stato istituito viceversa con il varo del decreto del 25 settembre 2007 n. 185 il Centro di Coordinamento e il Registro nazionale dei Produttori AEE.

Il Registro, predisposto, diretto e aggiornato dal Comitato di Vigilanza e Controllo del Ministero dell’Ambiente, realizza il censimento degli operatori e definisce le quote di mercato per ripartire i costi di raccolta e recupero dei RAEE tra i produttori.

Le migliaia di imprese, iscritte attraverso il circuito della Camera di Commercio, devono altresì selezionare un “sistema collettivo” di finanziamento, atto obbligatorio per la gestione dei RAEE domestici, facoltativo per i RAEE professionali.

Il Centro di Coordinamento, costituito in forma di consorzio dagli stessi sistemi collettivi, cui peraltro è fatto obbligo iscriversi al Registro dei Produttori, ha il compito di ottimizzare e controllare il processo di gestione RAEE per la parte di competenza dei suoi associati.

28 agosto 2009
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