Il riscaldamento globale rende Internet più veloce

Il surriscaldamento globale, che da diversi anni mette in ansia scienziati e quella parte di popolazione più attenta alle questioni ambientali, potrebbe presto fare la gioia di affaristi e di quanti vedono nello sviluppo di Internet un obiettivo primario per lo sviluppo dei propri affari. Infatti, pare proprio che l’aumento della temperatura media mondiale possa favorire la posa di un cavo sottomarino in fibra ottica per le telecomunicazioni destinato a collegare più efficacemente Europa e Asia.

Il cavo questione verrà posizionato questa estate e sarà il primo ad attraversare le (sempre meno) gelide acque dell’Artico per instaurare una linea diretta tra Londra e Tokyo, in modo da ridurre la distanza delle connessioni tra le due metropoli da 15.000 a 10.000 miglia, con una velocità nello scambio dei dati ridotta del 30% rispetto a quanto avviene attualmente.

Il ruolo del “global warming” è legato all’azione di scioglimento dei ghiacci artici, i quali, con la stagione estiva sempre più lunga e calda, rendono più ampie e navigabili porzioni del Mar Glaciale Artico che, essendo un tempo praticamente congelate per tutto l’anno, erano “inservibili” dal punto di vista commerciale, rendendo difficoltosa, se non impossibile, anche l’installazione dei cavi di rete sottomarini per il trasferimento da un continente all’altro di voce e dati.

Una Terra libera dagli “ingombranti” iceberg è una Terra più adattabile e meglio sfruttabile per le esigenze di alcuni, come ad esempio i grossi affaristi dediti alle speculazioni finanziarie, per i quali avere dei collegamenti trans-continentali più veloci significa essere aggiornati in tempo reale, e con tempi di latenza ridotti, sull’andamento dei titoli azionari sulle borse mondiali, consentendo loro di interagire con maggiore efficacia e ottimizzare al meglio i propri investimenti.

La novità comporta tuttavia qualche riflessione, perché adesso che tra i deleteri effetti del cambiamento climatico si intravedono delle ghiotte possibilità di espansione economica, ci si chiede quante speranze ci sono che vengano prese serie decisioni per affrontare il problema se già oggi i grandi dell’economia e della politica si sono dimostrati insensibili alla questione? Si rinuncerà davvero alle possibilità di profitto derivanti da nuove prospettive di sfruttamento degli spazi sottratti alla natura per difendere gli eco-sistemi e l’equilibrio climatico del pianeta?

30 marzo 2012
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I vostri commenti
Jino Jinocchio, venerdì 30 marzo 2012 alle16:11 ha scritto: rispondi »

Perché dovrebbero posare cavi sottomarini tra europa ed asia?

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