Il programma Energy Star fu lanciato nel 1992 dalla Environmental Protection Agency, agenzia del governo degli Stati Uniti, nel tentativo di spingere l’efficienza energetica all’interno della vita quotidiana di tutti.

Il programma fu poi adottato anche in Australia, Canada, Giappone, Taiwan, Nuova Zelanda ed anche dall’Unione Europea ed entrò in uso corrente fra i componenti informatici ed i dispositivi elettronici. Un dispositivo che reca su di se il simbolo Energy Star ha in genere un consumo minore del 20-30% rispetto alla media e consente quindi un maggiore rispetto dell’ambiente.

Dopo uno sforzo di due anni di raccolta dati e discussione con i produttori, l’EPA è riuscita finalmente a completare adesso anche le specifiche finali per il bollino energetico per i server d’uso commerciale. Il nuovo set tecnico include server con fino a 4 processori con almeno un hard disk e dà una serie di suggerimenti ai produttori per rendere i propri server sempre più efficienti dal punto di vista energetico. Le specifiche saranno ulteriormente arricchite nei mesi a venire con i blade server per rack ad alta densità.

Molte erano state, negli ultimi mesi, le iniziative da parte di associazioni quali The Green Grid, contro lo spreco energetico dei data center, sia a livello di studio e sensibilizzazione al problema che di produzione di tool per la misurazione dello stesso. A Gennaio clamorosa fu poi la protesta pubblica contro l’uso massiccio di energia da parte dei server di ricerca Google a cui seguirono dati e ulteriori dibattiti in tutto il mondo. Adesso, grazie all’EPA, si potranno davvero guidare gli utenti business ad orientarsi in un mondo sempre più sensibile alle tematiche verdi.

Le specifiche tecniche si evolveranno nel tempo, ma un passo importante è stato fatto col raggiungimento di un primo accordo fra i produttori, cosa ben difficile dato l’alto numero di interessi in gioco ma fondamentale per il successo dell’etichetta Energy Star in questo nuovo campo.

19 maggio 2009
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