L’Italia sta lentamente affrontando la transizione dalla tecnologia analogica a quella digitale per la trasmissione dei canali televisivi. Regione dopo regione si prosegue con la chiusura delle frequenze analogiche e il passaggio alle più efficienti tecnologie digitali fra fanfare e festeggiamenti per il grande passo tecnologico che aiuterà tutti a vivere meglio. Ma quello che sul fronte tecnologico si doveva rivelare un passo verso un’efficienza sempre maggiore rischia di diventare un grande problema ecologico.

Uno studio sugli effetti negativi del passaggio dall’analogico al digitale è stato infatti presentato sulle pagine del quotidiano inglese The Guardian, con conclusioni molto preoccupanti. Nel passaggio di tecnologia il mondo inglese sta infatti lasciando dietro una scia incredibile di rifiuti elettronici. Secondo quanto stimato dalla rivista Ethical Consumer sarebbero già oltre 50.000 le TV analogiche letteralmente buttate via da consumatori nel passaggio di tecnologia. E ben 30.000 di queste avrebbero potuto continuare tranquillamente la propria vita con l’acquisto di un semplice decodificatore. Ma l’ignoranza della gente, unita al desiderio di rinnovamento, ha causato un aumento dei rifiuti elettronici del 70% nel solo 2008.

Gli effetti sull’ecosistema sono molto alti, sia come costi di eventuali ricicli delle TV, che come costi di smaltimento in discariche. Si stima, ad esempio, che negli Stati Uniti solo il 18% dei quasi 24 milioni di TV analogiche che sono state buttate nel 2008 sono state poi riciclate. E di queste circa l’80% vengono poi inviate in Cina e Africa per un recupero parziale, in violazione del trattato di Basilea contro i rifiuti tossici dai paesi ricchi a quelli poveri.

Anche considerando l’eventuale piccolo risparmio energetico e ambientale (circa 20 Kg di CO2 in meno l’anno) dall’uso di un apparecchio unico con ricevitore digitale integrato invece che la combinazione di un vecchio TV e un decodificatore digitale, l’impatto ambientale da questo cambio di tecnologia sembra già oggi enorme.

Dall’uso di un apparecchio unico con ricevitore digitale integrato rispetto alla combinazione di un vecchio TV e un decodificatore digitale, l’impatto ambientale del cambio di tecnologia sembra già oggi enorme, e c’è la paura di un’ulteriore crescita con l’arrivo del digitale anche in gigantesche metropoli come Londra. Il consiglio degli esperti è di andare avanti con le proprie TV analogiche munite di apposito decoder per non contribuire ad aumentare il già gigantesco volume dei rifiuti elettronici.

10 novembre 2009
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I vostri commenti
max, sabato 18 dicembre 2010 alle19:31 ha scritto: rispondi »

la qualità audio/video del segnale digitale è praticamente peggiore di un bel pò.

Matteo, lunedì 16 novembre 2009 alle10:24 ha scritto: rispondi »

Io ho resistito per anni con il mio buon vecchio televisore a tubo catodico in attesa nei nuovi TV a LED. A parte la qualità d'immagine le TV a led (e alcuni modelli LCD espressamente sviluppati con un occhio al risparmio energetico) effrono consumi sono anche del 50% inferiori ad un LCD tradizionale. Sharp LE7000 e LE6000 40" 72W, Sony Bravia KDL-40WE5W 40" 88W LCD normali da 40" consumi compresi da 170W a 240W...

Karl, mercoledì 11 novembre 2009 alle11:45 ha scritto: rispondi »

E non lo sapevano prima? E dov'è andato a finire il tanto vantato risparmio energetico Tra i Tv con tubo catodico e quelli LCD? Il tutto si riduce a 20 Kg. di Co2 in un anno e in questa cifra è compreso anche il decoder? Ma dite agli Esperti di andare a fare un bagno, va!

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