I pannelli fotovoltaici, di solito, durano circa una ventina d’anni. Spesso anche di più. Ma il momento giusto per pensare al loro riciclo a fine vita è già adesso e meglio ancora è costruire pannelli riciclabili al 100% senza problemi.

Anche perché l’Europa ha già chiarito che i pannelli fotovoltaici dismessi vanno considerati rifiuti elettronici, con l’obbligo dello smaltimento a norma. Una azienda italiana, la P.Energy, usando moduli fotovoltaici svedesi di Midsummer e alcune tecnologie proprietarie sta guardando al futuro del riciclo mettendo a punto un pannello fotovoltaico 100% recuperabile.

La soluzione ideata da P.Energy consiste nella eliminazione dei pannelli in EVA (etil vinil acetato), che nei pannelli tradizionali si poggiano tra i moduli e il vetro per garantire che sia tutto ben sigillato. L’EVA non è riciclabile e, a fine vita, va smaltita in altoforno con un notevole impatto ambientale. Stiamo parlando di piccole quantità di questo materiale per ogni pannello, ma di tantissimi pannelli che lo usano.

Al posto dell’EVA il pannello di P.Energy usa un film termoplastico e, sopra, un vetro da due millimetri. Anche i moduli fotovoltaici, prodotti da Midsummer, sono diversi da quelli tradizionali. Si tratta di celle CIGS (Copper indium gallium selenide), a film sottile, che non usano il normale silicio drogato per trasformare l’energia del sole in elettricità.

Secondo quanto spiega P.Energy i suoi pannelli fotovoltaici possono essere smontati completamente per recuperare tutti i materiali che li compongono. Questo apre le porte allo smaltimento corretto di ogni parte del pannello, dal vetro alle celle, o al loro riutilizzo in caso siano ancora in buone condizioni.

16 maggio 2012
Lascia un commento