Torna a crescere la potenza nucleare nel mondo. Secondo i nuovi dati diffusi dalla IAEA (International Atomic Energy Agency) la capacità atomica ha segnato un segno positivo nel 2012. Un orientamento in controtendenza rispetto a quanto visto nel 2011, anno sul quale ha però pesato il disastroso incidente di Fukushima. Un episodio che lo stesso rapporto redatto dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica dell’ONU ha definito come occasione di rallentamento della crescita nucleare, ma che ha escluso potesse rappresentare una vera e propria inversione di tendenza.

>>Leggi le indicazioni dell’OMS sul rischio cancro dopo Fukushima

Il bilancio dei reattori nucleari in attività a fine 2012 è di 437 unità, due in più di quelle registrate sul finire del 2011. Sostanziale equilibrio tra le dismissioni definitive e le nuove aperture, tre in entrambi i casi. A spostare l’ago della bilancia verso la crescita del numero di impianti attivi sono stati gli elementi tornati in funzione dopo le necessarie riparazioni. Quanto a potenza effettiva l’aumento registrato è nell’ordine dei 3,7 gigawatt (che ha portato il totale a quota 372,5 gigawatt). Parziale il recupero rispetto alle riduzioni imposte dalle chiusure post Fukushima, che fecero scendere la capacità massima di 7 gigawatt.

Non sono mancate però critiche al rapporto, in particolare per quanto riguarda la decisione della IAEA di includere l’intero sistema nucleare giapponese nel conteggio della capacità energetica. Dopo Fukushima ad esempio 4 reattori sono stati spenti in via definitiva in Giappone (8 in Germania), mentre solo 2 dei 50 attualmente presenti sono al momento in attività. Fonti ambientaliste sospettano che il documento rappresenti in realtà un’attività a sostegno delle lobby del nucleare.

>>Leggi le dichiarazioni sulle future riaperture delle centrali nucleari in Giappone

Proprio il Giappone è inoltre alle prese con la possibilità di rilanciare ulteriormente l’attività nucleare con le riaperture dei reattori previste dal nuovo premier Shinzo Abe. Secondo quanto riferito lunedì dai vertici della francese Areva i riavvii dovrebbero essere, entro fine 2012, nell’ordine delle 5-6 unità. Inutili sembrano al momento le proteste del mondo ambientalista, così come i dati preoccupanti diffusi dall’OMS riguardo i possibili rischi per la salute. Orientamento nipponico che sembra inoltre possa rispecchiare nei fatti la tendenza mondiale al 2030: entro tale data la IAEA ritiene plausibile una crescita, nel numero di impianti atomici attivi, compresa tra il 23 e il 100% rispetto ai dati attuali.

6 marzo 2013
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I vostri commenti
Mex780, mercoledì 6 marzo 2013 alle20:51 ha scritto: rispondi »

difatti ora si va a comperare il pesce con il contatore gaigher.. ottimo..!!!!

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