Clonare è il pallino di Sir Ian Wilmut, già creatore della pecora Dolly: ora lo studioso vorrebbe riprodurre la specie del mammut lanoso. Un azzardo e un programma molto importante, ovvero riportare in vita un animale estinto da millenni. Lo scienziato non sembra turbato dalla sfida, galvanizzato forse dal successo di Dolly, e vorrebbe sfruttare la sua specializzazione sulle cellule staminali.

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Come? Prelevando alcune cellule dal midollo osseo di alcuni reperti preservati per secoli nei ghiacci della Siberia settentrionale. La conservazione tra i ghiacci potrebbe aver mantenuto intatto il liquido e il DNA dell’animale e, prelevandone una parte, Sir Ian Wilmut potrebbe ricreare delle staminali in laboratorio.

Secondo i suoi studi, con l’aggiunta di quattro proteine, è possibile modificare cellule adulte trasformandole in embrionali. Quindi di confrontarle con quelle degli elefanti, cugini diretti dei mammut, magari fecondando un’elefantessa. Un metodo ancora al vaglio che potrebbe scontrarsi con le condizioni climatiche degli elefanti, cioè il caldo, a differenza di quelle glaciali dei mammut.

Sir Ian Wilmut non è l’unico a voler clonare un mammut, nel 2011 il professor Akira Iritani della Kyoto University aveva intrapreso studi a tema. Mentre Hwang Woo-Suk, scienziato dalla Corea del Sud, nel 2013 ha firmato accordi con la North-Eastern Federal University in Russia per avviare il programma di clonazione. Ovviamente, come sostiene lo stesso Sir Wilmut, in caso di riuscita gli animali non potrebbero vagare liberi ma verrebbero controllati e studiati per migliorare la sperimentazione legata alla clonazione.

2 agosto 2013
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