Il mal di schiena potrebbe essere un segnale di rischio mortalità prematura. A sostenerlo un nuovo studio presentato dai ricercatori della University of Sydney e pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Pain, secondo cui l’incremento del tasso di pericolo risulterebbe pari al 13%.

A preoccupare i ricercatori sono soprattutto gli effetti a lungo termine del mal di schiena. Come ha spiegato Paulo Ferreira, professore associato presso la Facoltà di Scienze della Salute della University of Sydney:

Il mal di schiena presenta importanti conseguenze più avanti negli anni e le persone non ne sono consapevoli.

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Durante lo studio sono stati confrontati i quadri clinici di 4390 gemelli danesi, di età compresa tra i 70 e i 102 anni. Le statistiche così ricavate sono state poi messe a confronto con i dati contenuti nei registri mortuali riscontrando un’associazione “non causale”, ma che si esprimerebbe in sintesi, spiegano i ricercatori, in una sorta di “effetto domino”. Ha proseguito Ferreira:

È tutta una catena di eventi. La gente diventa più depressa, tende a socializzare meno, a non camminare più come prima – sono tutti fattori associati a un maggior tasso di mortalità.

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L’intenzione dei ricercatori non è tuttavia quella di creare allarmismo, conclude Ferreira, quanto di sottolineare l’importanza di non trascurare i sintomi del mal di schiena e di intervenire per evitare il protrarsi della situazione di disagio:

Non vogliamo scatenare il panico nelle persone e far loro pensare ‘ho il mal di schiena quindi ora morirò velocemente’.

È più facile prevenirlo rispetto ad altre cose. Stiamo abbandonando inoltre il tradizionale modo di trattare con il mal di schiena a suon di pillole. È tempo di cambiare il modo in cui parliamo di mal di schiena.

Rimedi naturali

L’approccio farmacologico risulta secondo diversi recenti studi aver perso di credibilità nel panorama scientifico. Tesi sostenuti anche dall’American College of Physicians, secondo cui le prime risposte a tale problematica dovrebbero essere le terapie termiche, seguite da meditazione e agopuntura.

Sono ritenute efficaci dai ricercatori statunitensi anche pratiche orientali quali Yoga e Tai Chi. La prima delle due è sostenuta anche da uno studio presentato nel 2014 dalla stessa University of Sydney, che insieme al Pilates la ritiene più efficace del paracetamolo nel trattamento di alcuni tipi di mal di schiena.

Discorso a parte merita il Metodo Pilates, i cui obiettivi sono il rafforzamento della muscolatura e della “Power House”. Ciò si traduce nel caso specifico in un miglioramento della postura e dei muscoli che supportano il lavoro della colonna, favorendo così la prevenzione di alcune tipologie di mal di schiena (causate perlopiù da lavori sedentari).

Entrando nella sfera dei rimedi naturali a uso interno o esterno uno dei più indicati è l’artiglio del diavolo, le cui proprietà antidolorifiche lo rendono di particolare efficacia. Disponibile sia in bustine per infusione, capsule, pomate e tintura, questo prodotto deve essere utilizzato con cura e possibilmente dietro supervisione medica, in quanto presenta importanti controindicazioni.

Molto validi sono anche l’infuso di sambuco e il ricorso al salice bianco, quest’ultimo con effetti paragonabili a quelli della comune aspirina. Se per la bevanda c’è una sostanziale libertà di consumo, anche due o tre volte al giorno è consentita, per il secondo si consiglia il consumo a stomaco pieno (meglio se dopo i pasti principali) e l’impiego solo in caso di stretta necessità.

28 febbraio 2017
I vostri commenti
Salvatore, martedì 28 febbraio 2017 alle14:22 ha scritto: rispondi »

Grazie sono interessato alle vostre informazione, in particolare esercizi per il mal di schiena: i 5 migliori. distinti saluti.

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