L’inquinamento non risparmia neanche i grandi laghi, come ben sanno gli abitanti del bresciano. Secondo Legambiente, infatti, il Lago di Garda presenterebbe livelli di inquinamento da allarme rosso, dovuti alla “pressione turistica” e agli scarichi domestici abusivi.

Il report di Goletta dei Laghi è sconsolante:

Sono risultati fortemente inquinati i campioni prelevati alle foci San Giovanni a Limone del Garda, al torrente Toscolano a Toscolano Maderno, Barbarano a Salò, al torrente nei pressi del porto di Padenghe, sulla spiaggia di Via Agello in località Rivoltella e lo scarico sul lungolago Via Cesare Battisti Desenzano del Garda.

E quando si parla di “fortemente inquinati” s’intende la presenza di “enterococchi intestinali maggiori di mille ufc/100ml e/o escherichia coli maggiori di duemila ufc/100ml”. Insomma, non c’è da stare allegri. E se sul fronte veneto il lago si dimostra più pulito, anche se con qualche criticità, Legambiente individua nella corsa a un edilizia spericolata la prima ragione di degrado:

Sulla sponda lombarda del Benaco si è costruito più che su tutti i laghi lombardi messi insieme. Ben 5.419 ettari dal 1999 al 2007, pari al 13,9% del territorio gardesano.

Regine del cemento risultano essere Desenzano e Lonato che continuano nella loro azione di “corsa al mattone” senza preoccuparsi del pesante impatto che ciò avrà in futuro anche sulla qualità delle acque del basso Garda. Per questo, abbiamo dato la bandiera nera al comune di Lonato, dove, a uno stillicidio di progetti che disseminano cubature ovunque, non ci è parso di intravedere lo stesso impegno a tutela delle aree naturali e dei boschi ad esempio della splendida area della Valsorda minacciata anch’essa dalle costruzioni.

Invece, come sostiene Barbara Meggetto, di Goletta dei Laghi, a proporre una soluzione e farsi carico del problema Lago di Garda dovrebbe essere in primis la politica locale. E le cose da fare sono tante e ben individuate:

Appare quanto mai urgente intercettare gli scarichi ancora non collettati e avviare un serio piano di investimenti che elimini queste criticità. Pressione urbanistica e turistica sono una combinazione fatale anche per un lago come il Garda dalle dimensioni importanti. Per questo, se non si trovano urgentemente soluzioni per mettere a regime tutti gli scarichi e soprattutto per adeguare il depuratore a trattare le acque reflue durante i periodi di alta stagione turistica, si rischia di vanificare tutto il lavoro svolto in questi anni.

Auspicando una soluzione rapida, notiamo come speculazione edilizia selvaggia, allacciamenti illegali e cementificazione della costa siano problemi solitamente “meridionali”: ancora una volta, purtroppo nel male, certi luoghi vengono smentiti nei fatti.

22 luglio 2011
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I vostri commenti
giorgio, martedì 22 novembre 2011 alle19:50 ha scritto: rispondi »

Ho letto il vs. report sulla situazione delle acque del Lago di Garda da voi monitorata nel 2011. Oltre ai torrenti da voi segnalati, volevo sottolineare l'inquinamento apportato dagli "scolmatori", temine in pratica inappropriato, in quanto funzionano + come deviazione fognaria quando il collettore risulta saturo. Oltre a ciò non si devono trascurare i "ganfi", ruscelli provenienti dalla campagna, nei quali si riversano acque nere delle aziende agricole.. e non solo.Auspico per tanto che nel prossimo monitaraggio la "goletta verde del Lago" possa occuparsi anche di questi immissari e possa farsi guidare nella ricerca anche dalla "voce dei cittadini". Grazie Giorgio

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