Mentre in Italia si discute sul referendum del 12 e 13 giugno, in attesa che la Cassazione decida sulla validità del quesito riguardante il nucleare, il Giappone alza i limiti di assorbimento della radioattività da parte dei bambini.

I nuovi valori sono passati da 1 millisiviert a 20 millisiviert all’anno, ovvero lo stesso limite imposto a un tecnico di un centrale nucleare in Germania. Al pari di una radiografia al torace ogni mese. Una vera follia se si pensa che i protagonisti di questo conteggio sono bambini piccoli, il cui corpo è troppo delicato e fragile per essere equiparato a quello di un adulto.

Nonostante TV e giornali abbiano accantonato la questione giapponese, la situazione non migliora. Macerie e corpi radioattivi continuano a lambire le coste distrutte dallo tsunami, lo stato si trova a non sapere come stoccare le scorie e moltissimi sono ancora gli sfollati in balia delle radiazioni della centrale di Fukushima.

Il governo Giapponese non è nuovo a queste imposizioni, subito dopo il disastro aveva alzato le dosi massime di assorbimento da parte dei tecnici della centrale, passando da un già elevato 100 millisiviert agli attuali 250 millisiviert all’anno.

La popolazione, sempre molto ubbidiente alle scelte imposte dal Premier, si è indignata e ha protestato simbolicamente consegnando al governo sacche di terra contaminate proveniente dai parchi gioco dove i bambini sono soliti svagarsi dopo la scuola. Si stima che oltre il 75% delle scuole della prefettura di Fukushima possieda un livello di contaminazione così alto da aver abbondantemente superato il limite annuale di sicurezza.

Per impedire che questa situazione condizioni la vita del popolo giapponese il governo ha deciso di agire quasi ignorando il problema, alzando i limiti, impedendo la chiusura delle scuole e pregiudicando di fatto la salute dei suoi cittadini. In particolare quella dei bambini, il futuro della nazione. E per evitare una nuova catastrofe tsunami ha chiuso anche la centrale di Hamaoka.

16 maggio 2011
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I vostri commenti
ArgonX3, lunedì 17 febbraio 2014 alle16:37 ha scritto: rispondi »

Vedremo i risultati di questa iniziativa del governo tra 20-50 anni, quando questi bambini diventeranno grandi e i risultati sui loro figli...

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