Il frigorifero senza porta per il raffreddamento selettivo

I frigoriferi, così come qualsiasi altro strumento atto a generare o a rimuovere calore, sono fra gli elettrodomestici più avidi di energia presenti nelle case di tutti i consumatori. Un oggetto di cui oggi non ci si può privare, ma certamente adattabile alle esigenze dell’ambiente e del risparmio energetico. Nasce da questo assunto il concept di Impress, il primo frigorifero senza porta per il raffreddamento selettivo.

I normali frigoriferi presentano uno spazio comune in cui conservare gli alimenti, chiuso ermeticamente da un’apposita anta sigillata, affinché il freddo non esca all’esterno. Un simile design, tuttavia, non è efficiente in termini di risparmio energetico, perché la temperatura di raffreddamento deve essere uguale in ogni sua parte, anche qualora si sfruttasse un solo scompartimento. Impress invece, con la sua struttura ad alveare, permette di raffreddare ogni singola cella in modo indipendente, spegnendo quelle che non risultano occupate.

Sviluppato dallo studente Ben De La Roche della Massey University in Nuova Zelanda e in concorso all’Electrolux Design Lab 2012 di Milano, il nuovo frigorifero Impress non solo risparmia energia elettrica. Con il suo utilizzo selettivo, infatti, riduce anche l’emissione di gas pericolosi per l’atmosfera – come i CFC – ed evita gli sprechi alimentari, avvisando l’utente dell’imminente data di scadenza o del deterioramento progressivo di un prodotto. La sua struttura ad alveare non deve tradirne la capienza: non solo bottiglie e piccole confezioni ma anche alimenti di grandi dimensioni, grazie alla sua capacità di combinare più celle alla volta.

Ovviamente, trattandosi di un concept, bisognerà attendere diverso tempo prima che l’idea si traduca in un elettrodomestico vero e proprio, anche perché la tecnologia per costruirlo appare di primo acchito molto laboriosa. L’intuizione è però sicuramente geniale e segna la strada per gli strumenti casalinghi del futuro: comodi, intelligenti ed estremamente rispettosi dell’ambiente.

6 ottobre 2012
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