Dai server dell’Università di East Anglia la scorsa settimana sono state sottratte illegalmente circa 1.000 email e 3.000 file appartenenti alla Climatic Research Unit, importante centro di ricerca internazionale sui cambiamenti climatici che collabora con l’IPCC.

Dov’è finito tutto questo materiale hackerato? In rete, pubblicato sui siti dei negazionisti del clima. Insomma, si tratterebbe di un’operazione di contro-informazione tesa a smascherare il complotto ordito dai fautori della tesi dell’origine umana del riscaldamento globale.

Di più, in questione, secondo i “climate change skeptics”, sarebbe la stessa conferma del global warming perché anche le informazioni sul rialzo delle temperature sarebbero state palesemente contraffatte dagli scienziati anti-emissioni. L’attività di migliaia di ricercatori di diversa estrazione e provenienza sarebbe liquidata come un cumulo di bugie.

C’è del marcio in Danimarca? È in atto un “tentativo di forzare la natura entro le caselle prefabbricate e relativamente rigide fornite dal paradigma” (Thomas S. Kuhn)? Staremo a vedere perché la mole della corrispondenza e dei documenti da analizzare è enorme, riguardando un arco temporale che va dal 1996 al 2009.

In tutti i casi, lo scandalismo giornalistico non può sostituirsi al dibattito e al confronto tra posizioni scientifiche alternative che legittimamente si contrappongono.

È di tutta evidenza che la tesi del riscaldamento climatico di derivazione antropica, prevalente nel mondo scientifico, è sotto attacco e che deve fronteggiare ipotesi esplicative concorrenti.

Questa discussione diventa rovente alla vigilia del summit di Copenhagen (7-16 dicembre) nel quale si potrebbero assumere linee di azione in grado di condizionare fortemente l’esistenza degli abitanti di questo pianeta. Certe fondamentali decisioni implicano la modifica di abitudini e stili di vita radicati, soprattutto nella parte europeo-occidentale.

Tuttavia, falsificare una teoria scientifica implica non soltanto esibire alcune prove o asserti osservativi che entrano in conflitto con la rivale (falsificazionismo ingenuo) ma, come notava Imre Lakatos, proporre un aumento di contenuto empirico corroborato (falsificazionismo sofisticato).

L’esame critico interno alla scienza comporta un processo di continua valutazione e controllo con conseguente rovesciamento di paradigmi che aggiungono spiegazioni migliori e più soddisfacenti. Non sempre più rassicuranti.

25 novembre 2009
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I vostri commenti
loziorso dot com, mercoledì 2 dicembre 2009 alle11:56 ha scritto: rispondi »

l'effetto serra è una scusa per ridurre i consumi di petrolio e combattere i finanziatori del terrorismo che si ritroverebbero sul lastrico ^_^

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