Gli animali, molto più che gli umani, sono capaci di un grande senso di tolleranza e inclusione. Da queste pagine si è di frequente letto di specie diverse, spesso anche in antitesi, pronte ad aiutarsi l’un l’altra. Ma nulla è mai provenuto dai mari e dagli oceani, luoghi per molti versi ancora misteriosi per gli studiosi. A quanto pare, l’acqua salata non disincentiva di certo la solidarietà: un delfino deforme, infatti, è stato adottato da un branco di balene.

La scoperta è stata effettuata dai biologi marini Alexander Wilson e Jens Krause al largo delle Azzorre. Decisi a studiare la quotidianità delle balene, al largo dell’isola Pico i due si sono imbattuti in un simpatico intruso in un gruppo molto unito di balene. Si tratta di un delfino dalla spina dorsale deforme, quindi da corpo e coda decisamente inclinati rispetto al normale.

>>Scopri come i delfini sfruttano la pesca a strascico

Non è dato sapere perché l’esemplare abbia lasciato i compagni per trasferirsi dalle balene, anche perché i delfini non sono di certo degli animali poco solidali e altruisti. È raro che questi mammiferi abbandonino un loro simile, perché ogni elemento del branco è fondamentale alla loro sussistenza. Probabilmente, però, il corpo malato ha reso l’animale poco veloce in fatto di nuotate, tanto da allontanarlo involontariamente dai suoi simili.

>>Scopri come Pamela Anderson difende le balene
Le più serafiche e lente balene, allora, sono sembrate la famiglia più corretta in cui inserirsi. E pare che i giganti dell’oceano l’abbiano accolto senza troppi dubbi, facendolo diventare parte integrante della loro comunità. Non è raro che questo succeda fra animali di specie diverse, così come spiegano i due biologi, si tratta solo di una questione di casualità e tempismo. Questi gruppi tendono ad adottate soggetti esterni sulla base di affinità fisiche o comportamentali. Il fatto che il defino sia deforme, e quindi si sposti alla stessa velocità delle balene, rappresenta proprio questo elemento di continuità fra razze.

25 gennaio 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento