Quando si parla di cibo c’è una domanda da un milione di dollari alla quale è sempre difficile rispondere: il cibo biologico è di per sé migliore di quello normale? È più nutriente o più sano? Uno studio della Stanford University sembrerebbe dimostrare di no: non ci sarebbero quasi differenze tra cibo biologico e cibo prodotto utilizzando i concimi e i fitofarmaci permessi dalla legge.

Il biologico, secondo questo studio, non contiene più vitamine o proteine. O meno grassi nel caso della carne. Anche le possibili contaminazioni da batteri risulterebbero paragonabili. L’unica vera differenza si nota nella concentrazione di fertilizzanti e prodotti chimici presenti nelle urine dei bambini, inferiori nel caso di alimentazione biologica.

Tuttavia, questo studio è da prendere con delle enormi molle. Non si tratta, infatti, di un vero e proprio studio scientifico sul campo ma di “uno studio su altri studi”. I ricercatori, in pratica, hanno estratto i risultati di oltre 200 lavori scientifici pubblicati in America tra il 1966 e il 2011. Lavori sia sui prodotti agricoli e le carni, sia sugli esseri umani che li consumano.

Il dubbio maggiore è se gli studi del 1966 siano paragonabili nel metodo e nei risultati a quelli del 2011. Lo stesso paper dei ricercatori di Stanford ammette che:

Gli studi esaminati erano eterogenei e limitati nel numero e potrebbero essere presenti delle distorsioni

C’è da scommettere, però, che questo lavoro verrà portato ad esempio dai detrattori dell’agricoltura biologica.

4 settembre 2012
I vostri commenti
STELLA, lunedì 10 settembre 2012 alle15:13 ha scritto: rispondi »

i signori sicuramente foraggiati dalle multinazionali alimentari che stanno perdendo terreno (il biologico nel 2011 ha avuto un incremento del 8,9 % e guarda un pò proprio adesso con un tempismo perfetto pubblicano questo studio inutile) si sono abilmente dimenticati di dire che i cibi non biologici sono pieni di pesticidi e circa l'80% è modificato geneticamente.Una classe di pesticidi chiamati organofosfati, comunemente usata, fu sviluppata in principio per essere usata come gas nervino durante la prima guerra mondiale. Quando il suo uso non fu più necessario in guerra, l'industria adattò questo gas per uccidere i parassiti sui prodotti alimentari.Inoltre l'EPA, l'Agenzia statunitense per la Protezione dell'Ambiente considera il 60% degli erbicidi, il 90% dei fungicidi e il 30% degli insetticidi come potenzialmente cancerogeni. E' ragionevale pensare che la rapida crescita della percentuale di cancro sia almeno in parte relazionata con l'uso di questi pesticidi cancerogeni.Detto questo se volete continuare a mangiare veleno fate pure io evito !

Dghdhsgsh, domenica 9 settembre 2012 alle14:43 ha scritto: rispondi »

mavaffanculooooo!cazzari!pagati!allora mangiamoci il chimico e i veleni,tanto e' uguale no?!

R Pinton, giovedì 6 settembre 2012 alle20:11 ha scritto: rispondi »

 Le conclusioni della ricerca sistematica sono “In letteratura manca una forte evidenza che i prodotti biologici siano significativamente più nutrienti di quelli convenzionali. Il consumo di prodotti biologici può ridurre l’esposizione a residui di pesticidi e batteri restistenti agli antibiotici”. Dalle ricerche svolte in 50 anni (tremo all'idea dell'attendibilità degli strumenti analitici di cinquant'anni fa) la meta-analisi rileva: - Il rischio di residui di pesticidi è significaticamente inferiore nei prodotti biologici. - Il rischio di contaminazione da microorganismi nella carne e nei vegetali biologici è identico a quello della carne e dei vegetali convenzionali. - Il rischio di batteri antibiotico-resistenti è significativamente più basso nei prodotti biologici. “La stampa” di Torino titola “Crolla il mito del biologico” e scrive “Nuovi confronti rilevano scarse differenze; i prodotti bio non sono più sani degli altri”, altre testate son più o meno lì. Non vedo cosa c’entrino l’assenza di residui di anticrittogamici e insetticidi (ne mangereste un cucchiaino a colazione?) e la riduzione del rischio di batteri resistenti agli antibiotici con titoli del genere. Come si fa a sostenere che un prodotto senza residui chimici e senza batteri resistenti agli antibiotici come quello biologico sia "meno sano" di un prodotto (convenzionale) con residui di antiparassitari e insettidici, con batteri resistenti agli antibiotici, che non si saprà come sconfiggere? Questo dimostra soltantoche i “giornalisti scientifici” non sanno leggere uno “studio scientifico”. Hanno trasformato la “mancanza di una forte evidenza” della maggior qualità nutrizionale in “forte evidenza della mancanza” della maggior qualità nutrizionale, concetti che anche a Topo Gigio appaiono del tutto distinti. Qualcuno ha mai visto un prodotto biologico la cui etichetta si vanti di avere "più vitamine dei prodotti convenzionali"? E che senso ha, allora, dirgli: "Ma non hai più vitamine"? Scrive bene l’Huffington Post: “Lo studio, pubblicato oggi negli Annals of Internal Medicine , ha avuto la copertura dei media in tutto il mondo. Ma una dozzina dei titoli delle principali agenzie di stampa ha perso il punto. “Uno studio mette in discussione i vantaggi di carne e ortofrutta biologica” scrive il New York Times. “Gli alimenti biologici non più sani dei non biologici: uno studio “, dice Reuters. Il premio per il titolo sbagliato va a: “I prodotti biologici non aggiungono vitamine al prezzo più alto” in cui inciampa Business Week. Gli acquirenti informati di prodotti biologici non si aspettano di ottenere più vitamina C dalle loro fragole. E’ quello che NON C’E’ nelle fragole biologiche a renderle migliori: i pesticidi tossici. Ed è quello che non è va a finire sui campi e nella rete idrica. Ed è quello che non sta avvelenando le persone che lavorano in agricoltura e le api che impollinano le fragole. Nella maggior parte gli articoli maltitolati su questa “notizia” scrivono, diversi paragrafi dopo, che è meno probabile che i prodotti biologici contengano pesticidi, che le carni biologiche hanno meno probabilità di essere contaminate da batteri resistenti agli antibiotici. Sono vantaggi non trascurabili. Alla gente piace notare che il biologico costa di più, e che a volte il differenziale di prezzo è significativo. Ma se più consumatori chiedessero cibo senza pesticidi, il differenziale si ridurrebbe in modo sensibile. Solo quando le buone pratiche diventano la regola, invece che l’eccezione, l’efficienza può prosperare. I titoli allarmistici sono solo d’intralcio. Roberto Pinton

Mario Oz, martedì 4 settembre 2012 alle20:51 ha scritto: rispondi »

anche le sigarette fanno benissimo!

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