La presenza di un cane, non è certo un segreto, è un valido aiuto al buon umore e alla serenità in famiglia. Non tutti sanno, però, come Fido possa contribuire fortemente alla salute dell’uomo. Secondo una ricerca condotta dall’American Heart Association, pubblicata sulla rivista Circulation, il possesso di un cane potrebbe proteggere dalle malattie cardiovascolari.

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No, Fido di per sé non ha cure miracolose e nemmeno possiede un potere magico nella prevenzione dei danni al cuore: semplicemente, si è riscontrato come i proprietari di cani siano più consapevoli degli stili di vita adatti alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Le necessità del cane, infatti, aumentano nel proprietario l’attività fisica, un giusto ciclo di sonno e veglia e una presenza all’aria aperta di almeno 30 minuti al giorno: tutti fattori addirittura banali, questi, che tuttavia allontanano di molto il rischio dell’infarto e di altre patologie connesse al cuore.

Chiunque si faccia carico di almeno del 50% delle incombenze di accudimento del cane, potrà godere di uno stile di vita più sano. Su tutti i controlli a campione effettuati, infatti, pare che tutti i proprietari di Fido presentino un rischio molto più basso di obesità rispetto agli individui privi di un animale domestico. Inoltre, le tecniche di monitoraggio sulle 24 ore di alcuni elementi vitali, come il battito sanguigno e la pressione, dimostrano delle performance migliori per chi si accompagna da un cane. La risposta, come citato poc’anzi, sta nel muoversi di più e nel dormire meglio.

Vi è poi un importante effetto antistress che, inutile sottolinearlo, va a tutto beneficio di coronarie e cuore in salute. La presenza rassicurante del cane riduce gli episodi di tachicardia, aumenta il senso di sicurezza e autostima e, fattore non da poco, sembrerebbe essere addirittura antidepressiva.

Insomma, il fatto che il cane fosse l’amico dell’uomo non è certo una novità. Ma chi l’avrebbe mai detto che potesse essere eccellente anche nel ruolo di medico?

9 luglio 2013
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I vostri commenti
mario, mercoledì 10 luglio 2013 alle19:25 ha scritto: rispondi »

Tutto vero, ma può fare anche tanto male al cuore, inteso come affetto/amore. A me ne è morto uno di lehismaniosi due anni orsono e ancora oggi lo piango. Sono esseri straordinari dai quali abbiamo tanto da imparare.

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