Il riscaldamento globale non fa male solo all’ambiente. A quanto pare, gli eventi meteorologici estremi legati al climate change possono avere delle conseguenze permanenti sulla psiche umana, tanto da condurre a condizioni patologiche come ansia, depressione e manie suicide.

Lo rivela uno studio, intitolato “Un clima di sofferenza: il reale costo dell’inazione sul cambiamento climatico“, condotto dall’australiano Climate Institute, che ha appunto analizzato l’incremento di alcune malattie mentali in regioni particolarmente interessate dai cambiamenti climatici. Con risultati significativi. La maggiore frequenza di alluvioni, periodi siccitosi, uragani e tempeste, infatti, sembrano favorire l’insorgenza di stati d’ansia e depressione e indurre, nei casi più gravi, all’uso di droghe e alcol o addirittura al suicidio.

Quello che finora è stato gravemente sottovalutato – commenta Ian Hickie, direttore del Brain and Mind Research Institute di Sidney – è l’effetto (dei cambiamenti climatici, ndr – sulla coesione sociale, che è molto difficile da ricostruire e ha effetti critici sulla salute mentale degli individui.

La ricerca del Climate Institute parte dalla grave siccità che negli anni scorsi ha colpito l’Australia (chiamata “The Big Dry” dai locali), che ha determinato incendi, erosione e successive alluvioni. Una condizione meteorologica che, secondo gli studiosi, rappresenta “un assaggio” credibile di quello che accadrà al Pianeta se gli effetti del cambiamento climatico non saranno contrastati efficacemente.

Oltre a danneggiare gli ecosistemi, The Big Dry ha causato la perdita di molti posti di lavoro e il conseguente collasso del sistema sociale. Non a caso, sottolinea il Climate Institute, nelle comunità agricole australiane il tasso di suicidi è aumentato dell’8%. Ma i pericoli non riguardano solo la disoccupazione e l’impoverimento: anche i bambini sembrano essere particolarmente a rischio dal punto di vista psicologico, a causa del protrarsi prolungato di uno stato di indefinita “minaccia”.

I risultati della ricerca, c’è da scommetterci, daranno origine a grandi discussioni, sia in seno alla comunità scientifica che tra i decisori politici. Eppure, gli effetti delle condizioni meteo sull’umore e sullo stato psichico delle persone sono un’esperienza comune. Chi di noi, ad esempio, non ha mai sperimentato le conseguenze benefiche di un’improvvisa giornata di sole in pieno inverno? Non stupisce, allora, scoprire che un cambiamento su vasta scala, peraltro legato all’aumento di fenomeni drammatici come uragani e alluvioni, possa avere simili conseguenze sulla salute mentale.

5 settembre 2011
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