Quasi 50.000 operatori certificati alla fine del 2012 (per la precisione 49.709, il 3% rispetto al 2011) e un totale di 1.167.362 di ettari coltivati: sono alcuni dei numeri, tutti con il segno più, relativi al biologico italiano diffusi a Roma dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha presentato oggi a Roma.

Il quadro completo dei dati, elaborati dal SINAB, il Sistema di Informazione Nazionale dell’Agricoltura Biologica istituito presso lo stesso Ministero, sarà illustrato il 7 settembre prossimo nell’ambito del SANA 2013, il salone internazionale del naturale organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con Federbio e con il patrocinio di Expo2015 di Milano e il supporto di Ifoam.

Cresce dunque nonostante la crisi, l’amore degli italiani per il bio. Anche sul fronte del consumo, tra l’altro, i dati del primo quadrimestre 2013 mostrano una crescita dell’8,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Già nel 2012, del resto, un’indagine condotta da Nomisma per l’Osservatorio di Sana aveva evidenziato come, pure in un clima di crisi generale, i consumatori di prodotti biologici avessero avuto un atteggiamento in controtendenza.

Secondo l’inchiesta dello scorso anno, infatti, oltre il 90% delle famiglie italiane abituate ad acquistare prodotti bio non aveva cambiato il proprio stile di consumo e, anzi, molti consumatori del biologico avevano addirittura accresciuto la propria spesa organica.

Un trend che potrebbe essere confermato anche nel 2013. Per l’edizione di quest’anno, l’Osservatorio di SANA presenterà i risultati di due distinte ricerche commissionate da BolognaFiere: una indagine sulla grande distribuzione per comprendere previsioni di mercato relative al biologico e i requisiti indispensabili per proporre i propri prodotti sugli scaffali, oltre a una seconda ricerca sul consumatore italiano, per valutare l’interesse potenziale anche per prodotti naturali e bio non alimentari.

10 luglio 2013
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I vostri commenti
Fabio maffei, giovedì 11 luglio 2013 alle8:08 ha scritto: rispondi »

Buongiorno sono un allevatore bìo volevo dire che se la richiesta e consumo di prodotti bio è aumentata bisognerebbe allora remunerare il produttore in maniera più adeguata visto le regole rigide e il grande aumento di prezzo delle materie prime bio per alimentare gli animali. grazie

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