Il biologico arriva al cinema con Il Vegetale e Fabio Rovazzi

L’agricoltura biologica e il ritorno ai campi come chiave per sfondare nel mondo del lavoro. Questo il messaggio de “Il Vegetale” film di Gennaro Nunziante, il regista che insieme a Checco Zalone ha sbancato i botteghini italiani, che vede protagonista per la prima volta sul grande schermo Fabio Rovazzi. Il film ha come protagonista un ragazzo fresco di laurea, che anche nel film si chiama Fabio Rovazzi, che stenta a trovare un posto di lavoro. Le sue difficoltà si aggravano ulteriormente quando il padre, che non vede da anni e che si è rifatto una famiglia, entra in coma dopo un incidente, lasciando al figlio la responsabilità di prendere in mano un’azienda che oltre a non rispettare affatto l’ambiente, disboscando delle foreste per edificare, ha grossi problemi legali.

Rovazzi decide così di chiudere la società del padre e trovarsi un lavoro che possa sostenere lui e la sorellastra di 6 anni. Ma non è facile, tanti saranno i lavori provati, perfino la raccolta dei pomodori, prima di approdare alla decisione di avviare una propria “startup agricola”, che coniuga il rispetto della natura a quello per i propri lavoratori.

Da questo punto di vista Il Vegetale, pur avendo tutti i connotati di una favola moderna, e puntando a far sorridere gli spettatori, ha il merito di essere molto concreto e innovativo nell’indicare ai giovani quale possa essere la strada da seguire per poter lavorare, nonostante la crisi attuale. Anzi il ritorno all’agricoltura sostenibile può costituire un tassello importantissimo prorio per uscire dalla crisi economica che ha paralizzato l’Italia negli ultimi anni.

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Il regista Gennaro Nunziante, molto sensibile ai temi della sostenibilità, ha voluto che il set de Il Vegetale fosse quanto più verosimile possibile, chiedendo a NaturaSì di ospitare le riprese in una delle sue aziende agricole fornitrici di punta, Cascine Orsine, e in uno dei suoi punti vendita.

“Ci pare molto importante che il tema del riscatto della persona collegato al lavoro agricolo abbia trovato riscontro anche sul grande schermo. Per noi e le nostre aziende è oramai un dato di fatto consolidato ma se Gennaro Nunziante, molto sensibile a questi temi, ha voluto ritrarre questa tendenza è perché si inizia a dare risalto a una realtà che fornisce risposte alle esigenze profonde del vivere oltre che a quelle ormai ineludibili del rispetto della natura. Siamo impegnati da decenni a dare il nostro contributo in questa direzione perché fornendo un cibo sano ai nostri clienti possiamo sostenere progetti agricoli con una forte valenza sociale e non solo ecologica“, ha commentato il presidente di NaturaSì Fabio Brescacin.

E Nunziante, nelle dichiarazioni che hanno preceduto l’uscita del film, nella sale da oggi (18 gennaio 2018), ha ribadito quanto sia importante il messaggio contenuto ne Il Vegetale:

Oggi la parola “vegetale” è usata frequentemente, dall’alimentazione al fine vita eccola risuonare puntuale; oltre il valore salutistico e ambientalista, in questa “febbre dell’orto” c’è anche una parziale risposta che le nuove generazioni provano a offrire alla domanda sempre più crescente di giustizia sociale dopo i tristissimi anni “carnivori” dei loro padri. Ed è proprio dalla lotta tra “figli vegetariani” e “padri carnivori” che passa una possibile schiarita del nostro tempo.

Spesso di fronte a un ragazzo di sani principi, un genitore si pone con derisione; avendo “vegetato” tutta la vita ai danni della comunità definisce “vegetale” quel figlio che non si approfitta del bene comune. Sono uomini così disillusi del futuro da trasmetterlo geneticamente ai propri ragazzi che invece vogliono sperare ancora nella possibilità di costruire un mondo migliore.

Sono questi i pensieri che hanno generato la commedia Il Vegetale, questo “primo tragico Rovazzi”, questa nuova maschera di giovane “stagista” italiano che rispetto a Fantozzi non ha nemmeno un lavoro sicuro, ma ha l’energia della giovinezza e la forza dell’innocenza per ribaltare il suo destino, perché “Una fine migliore ci vuole, è indispensabile”.

18 gennaio 2018
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