Nei giorni scorsi si è tenuta a Las Vegas l’annuale edizione del CES, “Consumer Electronic Show”. L’evento è organizzato dalla CEA (Consume Electronic Association), associazione rappresentativa di più di 2000 realtà imprenditoriali di produzione, distribuzione e design di prodotti tecnologici. In esposizione, durante i tre giorni di fiera, sono state presentate una lunga serie di novità tecnologiche dalle varie ditte partecipanti.

Tra i vari prodotti in vetrina nell’esposizione americana, ovviamente, hanno fatto la loro comparsa anche alcuni prodotti interessanti nell’ambito della sfida tecnologica all’efficienza e alla sostenibilità.

È il caso per esempio dell’iGo, un’intelligente innovazione, che può portare benefici immediati. Si tratta infatti di un adattatore universale, venduto sul sito iGo.com, in grado di ottimizzare le perdite energetiche degli apparecchi elettronici, fungendo sia da comune “ciabatta elettrica” che da vero e proprio caricabatterie.

L’innovazione di questo prodotto sta principalmente nella sua capacità di “comunicare” con le apparecchiature ad esso collegato, in modo da regolarne l’afflusso di corrente. Questa capacità, permette all’apparecchio di fornire elettricità a terminali differenti, dall’iPod al cellulare, fornendo una valida risposta alla questione del proliferare di caricabatterie di cui già in passato avevamo trattato.

L’iGo approfitta poi di questa sua capacità, per capire quando un apparecchio è in funzione e quando invece è in stand by, decidendone in quest’ultimo caso l’arresto dell’alimentazione. È il caso anche di PC o cellulari, lasciati collegati per tutta la notte, o dimenticati nella presa una volta terminata la ricarica. Questo piccolo strumento è in grado di interrompere lo spreco di energia, a partire dal momento che questa non è più necessaria.

Nella presa sono disponibili anche altre uscite “non regolate”, per il collegamento di apparecchi che richiedono invece l’utilizzo dello stand by, come ad esempio le sveglie.

Una tecnologia questa, che se effettivamente riuscisse a diffondersi e a mantenersi su costi bassi, potrebbe davvero rappresentare un enorme contributo sulla strada dell’efficienza energetica.

22 gennaio 2009
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