Igiene in cucina: i falsi miti più diffusi

L’igiene in cucina è tra i temi più discussi negli ultimi mesi. Diversi studi stanno contribuendo a comprendere meglio quali siano i rischi legati a una scarsa pulizia degli ambienti domestici e quali le possibili soluzioni. Al contempo è opportuno anche cercare di sfatare alcuni falsi miti, così da evitare di commettere errori inconsapevoli quanto pericolosi.

Quando si parla di igiene in cucina è opportuno prestare attenzione non soltanto alla regolare pulizia delle superfici, ma anche a quali strumenti vengono impiegati in tali operazioni o alle dinamiche poste in essere quando è il momento di preparare i pasti o sistemare dopo aver mangiato. Di seguito alcuni comportamenti il cui livello di rischio è spesso sottovalutato.

Bicarbonato e spugna

Bicarbonato e spugna

Falsi miti sull’igiene in cucina

Uno dei primi falsi miti sull’igiene in cucina vede protagonista il bicarbonato di sodio. Solitamente si pensa che in virtù del fatto che una ciotola con questo preparato possa essere utili per eliminare gli odori dal frigo, spesso si sottovaluta il fatto che il problema in realtà non è scomparso. In sostanza si elimina soltanto la “percezione” della mancanza di pulizia del frigorifero, mentre invece sarebbe necessario inserire al suo interno alimenti ben separati tra loro, meglio se in contenitori in vetro (che possono essere ciclicamente sterilizzati); da non dimenticare anche una regolare pulizia di pareti e ripiani.

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Un altro falso mito è quello che vede negata la possibilità di pulire con il sapone le pentole in ghisa. Il tutto si baserebbe sul rischio di rovinare il rivestimento antiaderente, che al contrario non risentirebbe di una lavaggio gentile con un sapone delicato. Resta chiaramente da evitare l’utilizzo di detersivi aggressivi o abrasivi, come anche di spugne metalliche o altri materiali particolarmente duri.

Per quanto rappresenti un rischio da non ingigantire oltre misura, il fatto che i gatti o altri animali domestici camminino sui ripiani della cucina non è del tutto sicuro. Molti proprietari spesso tendono a perdonare ai propri “Pet” qualche passaggio di troppo su tavoli e superfici d’appoggio, senza contare però che durante la loro giornata entrano a contatto con diversi germi e batteri, a cominciare da quelli raccolti durante le “visite” alla lettiera. Meglio insegnare loro a non salire dove si cucina e se necessario pulire prima di cucinare.

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Spugne e stracci bagnati non sono sicuri come si crede. In molti casi sono i principali veicoli di passaggio per germi e batteri, che si diffondono così nei vari angoli della cucina. Se utilizzati devono essere bagnati con un misto di acqua calda e sapone, lasciando l’asciugatura (meglio ancora anche la generale pulizia delle superfici) a fogli di carta da cucina; per questi ultimi si raccomanda l’acquisto di prodotti in carta riciclata.

Per un igiene in cucina ottimale occorre superare anche un altro falso mito, quello che un semplice risciacquo possa bastare. Anche se si è semplicemente bevuto un bicchiere d’acqua il bicchiere necessita di una pulizia con sapone per i piatti, in quanto entrato in contatto con potenziali contaminanti. Discorso ancor più valido nel caso di forbici utilizzate per tagliare alimenti.

In ultimo l’utilizzo del medesimo tagliere per carne e verdure. Al contrario di quanto si creda è una delle operazioni più sbagliate, in quanto germi e batteri come l’Escherichia Coli possono attaccarsi alla superficie e contaminare anche i futuri prodotti; un rischio soprattutto nel caso in cui vengano affettati o tagliati vegetali che verranno poi consumati crudi.

Funghi tagliati

Funghi tagliati

Altri errori da evitare

Malgrado in alcuni casi venga consigliato è bene evitare di lavare il pollo nel lavandino della cucina; gli schizzi d’acqua provenienti dalla carne potrebbero andare a contaminare le superfici circostanti e contribuire a diffondere germi e batteri.

La tentazione di scongelare gli alimenti da destinare al consumo in maniera frettolosa è spesso forte, soprattutto in caso di tempo limitato. È tuttavia consigliato procedere allo scongelamento in frigorifero, così da rendere il tutto un processo lento e meno esposto alla proliferazione di determinati batteri.

29 giugno 2018
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