Alla domanda “sai quali sono gli angoli di casa più sporchi?” nella maggior parte dei casi ci verrebbe probabilmente spontaneo rispondere: “il water”. Spesso però la nostra concezione di igiene trascura alcuni dettagli importanti.

Ormai sappiamo tutti che una delle zone critiche della nostra casa è il bagno, per cui è una delle stanze a cui dedichiamo più attenzione durante le pulizie. Ci sono angoli della casa però che risultano molto più a rischio, dei veri focolai di batteri e germi. Sembra strano, ma è così, la maggior parte li troviamo proprio in cucina.

Maniglie degli armadietti o degli elettrodomestici, aperte magari con le mani unte, sono tra le parti inaspettatamente più sporche della nostra cucina e della casa in genere, perché ci ricordiamo molto poco di passarci la spugna. Pari allarme per tutti quei punti nascosti di superfici, armadietti, mensole o angoli cottura che non vengono raggiunti se non con una pulizia molto accurata che faccia uso oltre che di spugna e canovaccio, magari della punta di uno stuzzicadenti per essere sicuri di rimuovere tutto lo sporco.

Pulizia del frigorifero

Nel frigorifero spesso restano avanzi di cibo, che magari fanno la muffa o lasciano aloni sui ripiani. Un’accurata pulizia ogni tre mesi circa può evitare che la carica batterica al suo interno diventi troppo elevata.

I veri punti “caldi” da questo punto di vista risultano però proprio la spugna, con la quale laviamo i piatti e i taglieri o le superfici di lavoro. La spugna dei piatti dovrebbe essere sufficientemente igienizzata visto che viene a contatto con il detersivo più volte al giorno, ma invece non risulta esserlo. Toglie lo sporco rimasto sui piatti e poi, magari non risciacquata bene, resta lì bagnata, fornendo le condizioni ideali per la proliferazione batterica.

I taglieri vengono a contatto con qualsiasi tipo di alimenti, dalle verdure, che possono avere delle parti di terra, alla carne e al pesce crudi, comprese parti di viscere. Se non vengono accuratamente lavati e igienizzati (magari con dell’aceto, per non usare sostanze chimiche poco adatte alle superfici a contatto con gli alimenti) possono arrivare ad ospitare una quantità di batteri fecali per cm quadrato, pari a 200 volte quella presente nella stessa superficie della tazza del wc. Lo dice uno studio di qualche anno fa realizzato da un team dell’Università dell’Arizona.

Stessa cosa per le altre superfici su cui prepariamo da mangiare, ma in cui in altri momenti appoggiamo qualsiasi cosa, dalle borse della spesa (che sicuramente avremmo appoggiato per terra al supermercato e in macchina), alle chiavi della macchina.

Rimangono trascurate però anche la macchina del caffè, di cui laviamo magari la parte esterna che si sporca con qualche goccia, senza porre la dovuta attenzione al serbatoio dell’acqua che rimane lì anche per più giorni, con la stessa acqua. Non è certo la condizione igienica ottimale, bisognerebbe spesso svuotarlo e pulirlo magari con dell’aceto, sciacquando bene perché non rimanga l’odore.

Altre parti della casa che meritano attenzione poi sono per esempio il porta spazzolini, altro oggetto dimenticato, che forma delle incrostazioni sul fondo davvero poco simpatiche. Oppure la cornetta e i tasti del telefono (o lo schermo dello smartphone), il telecomando, che usiamo magari anche mentre stiamo mangiando. Così com’è risaputo, anche la tastiera del pc, gli interruttori della luce e poi i tappeti, nei quali si annidano polvere, vengono regolarmente calpestati, spesso con le scarpe e che andrebbero sbattuti regolarmente e lavati spesso.

Per chi ha animali è chiaro che ciotole e giochi, che spesso si trovano proprio in cucina o in salotto, devono periodicamente essere igienizzati, sia per il nostro bene che per quello dei nostri amici a quattro zampe.

Quando poi per casa girano bambini piccoli, abituati a toccare tutto o a gattonare, è chiaro che serve un’attenzione in più. È utile ricordare però che igiene non vuol dire “carica batterica zero”, sterilizzare casa è impossibile per cui è utile, anche per l’ambiente, rinunciare agli inquinanti “presidi medico chirurgici” e scegliere materie prime naturali come aceto, bicarbonato e oli essenziali dal potere disinfettante come quello di limone, di lavanda, di eucalipto e naturalmente di tea tree.

13 febbraio 2015
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