IEA per le energie rinnovabili

In un periodo in cui il nostro paese sembra essere allo sbando culturale per quanto riguarda qualsiasi tematica inerente il rispetto del Protocollo di Kyoto e la lotta globale ai cambiamenti climatici, sembra opportuno dedicare un post a quello che si può e si deve fare in materia, nel nostro paese come in tutto il mondo.

Per far questo riportiamo di uno studio condotto da una voce più che autorevole a livello globale in materia energetica. Si tratta dell’IEA, “International Energy Agency”, l’agenzia internazionale che ha il compito di coordinare i paesi sviluppati verso una energia delle tre S (tre E in Inglese): sicurezza energetica, sviluppo economico, e salvaguardia ambientale.

L’agenzia infatti, con un nuovo studio pubblicato all’inizio di questo mese, ha ulteriormente evidenziato il problema climatico, allertando gli stati membri sulla necessità di sviluppare l’apporto delle energie rinnovabili al 50 per cento del fabbisogno globale, per dimezzare il livello di emissioni, entro il limite massimo del 2050.

Un obiettivo appena conforme a quello di un taglio del 20 per cento che l’unione Europea ha fissato entro la scadenza del 2020, e che l’Italia oggi sta tentando di far “rimandare”, invocando la maggiore impellenza della crisi finanziaria (!).

Lo studio individua anche delle linee strategiche per i paesi per raggiungere questo obiettivo:

  1. la rimozione di tutte le barriere non puramente economiche al mercato dell’energia;
  2. una politica stabile energetica, in grado di attirare gli investimenti;
  3. l’introduzione di incentivi transnazionali a favore dello sviluppo di tecnologie per l’energia rinnovabile;
  4. lo sviluppo e il rafforzamento di incentivi perché le tecnologie mature possano diffondersi efficacemente in breve tempo;
  5. un piano che riesca ad integrare al meglio i sistemi energetici rinnovabili con le reti energetiche esistenti;

Cinque punti che, in buona sostanza, dicono solo che è necessario mettere la volontà politica per non ostacolare ma anzi incentivare il mercato di energie rinnovabili. Un mercato in grado poi di svilupparsi autonomamente, in quanto ricco di vantaggi economici oltre che ecologici, come molti, dal rapporto Stern in poi, hanno sostenuto.

Purché, oltre a togliere qualsiasi forma di barriera, si dia un supporto alla ricerca e allo sviluppo di queste energie destinandovi i fondi, oggi impegnati a sostenere altre forme energetiche molto discutibili e certamente meno efficaci, oltre che economicamente svantaggiose, come gli inceneritori e, da qualche tempo, il nucleare.

31 ottobre 2008
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