L’IEA (International energy agency) lancia l’allarme CO2 nel mondo. Secondo il loro ultimo rapporto, Tracking clean energy progress, nonostante i progressi dell’eolico e del fotovoltaico – assolutamente rimarcabili – la produzione globale di gas serra ha ormai raggiunto il suo picco.

Continuano per questa china, spiega l’agenzia, il rischio è quello che i mutamenti climatici diventino irreversibili e più catastrofici di quanto già non siano. Ed è quindi evidente, secondo l’IEA che le rinnovabili da sole non siano sufficienti, soprattutto a causa dello scarso sviluppo di forme alternative ai classici eolico e fotovoltaico. Ma anche sviluppare quelle fonti potrebbe essere insufficiente

La ricetta stilata, allora, prevede una serie di differenziazioni importanti nei provvedimenti da prendere:

  • innanzi tutto vanno migliorate forme di energie rinnovabili (attualmente) tecnologicamente non mature, come l’eolico offshore, il solare termodinamico e la geotermia;
  • Fondamentale risulta anche una diffusione capillare dei sistemi di cattura della CO2 prodotta da centrali e fabbriche, con successivo stoccaggio nel sottosuolo;
  • Lo sviluppo del nucleare. l’IEA è sempre stata particolarmente a favore del nucleare come soluzione ottimale all’interno di un mix energetico ecologico;
  • Fondamentale puntare, anche, sul risparmio energetico e sull’efficienza energetica. Anche lo sviluppo delle auto elettriche è visto come un buon segnale.

Insomma, molto resta da fare secondo l’IEA visto che in molti di questi punti, gli Stati sembrano piuttosto lenti ad adeguarsi. Dal canto nostro, ci spiace dover segnalare che questo disco verde al nucleare non convince più di tanto.

Su una cosa però siamo assolutamente d’accordo con l’IEA: sul fatto che sia necessario aumentare l’investimento pubblico nella ricerca orientata verso soluzioni di approvvigionamento energetico a basso rilascio di CO2 o di risparmio energetico.

Fonte: Energia24CLUB

5 maggio 2012
Lascia un commento