Secondo molti analisti un futuro energeticamente sostenibile passa dalla capacità di sviluppare forme economiche per la produzione di idrogeno, elemento essenziale per i sistemi di stoccaggio energetico. In questo senso la notizia che stiamo per darvi è davvero ottima.

È partito l’11 gennaio il progetto PHOCS (Photogenerated Hydrogen by Organic Catalytic Systems), che vede come ente coordinatore il Center for Nano Science and Technology (CNST) dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Milano e come partecipanti importanti dipartimenti di tutta Europa. Si tratta di un progetto triennale volto allo sviluppo di una nuova forma di produzione di idrogeno attraverso un sistema che integra le migliori tecnologie attualmente a disposizione.

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Come chiarisce il comunicato stampa, l’invenzione su cui si lavorerà è:

un innovativo dispositivo foto-elettrochimico costituito da semiconduttori organici e inorganici, in grado di separare in modo efficiente ed economico l’idrogeno dall’acqua, senza produrre sostanze inquinanti.

La separazione dell’idrogeno dall’acqua sarà ottenuta grazie a una cella foto-elettrochimica che è combinazione di tecnologia fotovoltaica organica e di semiconduttori inorganici d’avanguardia. La normale efficienza dei materiali organici fotosensibili sarà, infatti, aumentata associandoli a materiali polimerici nanostrutturati e realizzando così una cella foto-elettrochimica dal design innovativo. In particolare, i ricercatori del CNST realizzeranno elettrodi composti da un materiale costituito da nanoforeste di ossidi, rivestite dallo strato fotosensibile.

L’importanza ecologica di tale invenzione non è affatto irrilevante. Il coordinatore del progetto, il prof. Prof. Guglielmo Lanzani, ha spiegato, infatti:

L’invenzione di un nuovo metodo per la produzione di idrogeno è importante per la creazione e il mantenimento di un’economia verde basata su fonti di energia rinnovabili. Il nostro progetto vuole dimostrare che è possibile ottenere idrogeno attraverso un nuovo metodo fotocatalico, efficiente ed ecocompatibile, che non utilizza fonti di energia fossili né produce anidride carbonica come sottoprodotto.

L’auspicio è che non solo queste ricerche abbiano un buon esito, ma facciano anche da volano al settore ricerca in Italia, ricco di gente valida, ma castrato dai troppi tagli.

14 gennaio 2013
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I vostri commenti
Sergio Bonsignore, martedì 15 gennaio 2013 alle11:20 ha scritto: rispondi »

Augurando il successo di questa ricerca spero che non vengano a mancare i finanziamenti, evitando di mandare all'estero tutte le nostre idee e progetti innovativi, per ricomprarli a caro prezzo.!!!! Vigiliamo su questa ricerca, è in ballo l'economia energetica nazionale.

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