L’idrogeno che viene prodotto a partire dalla scissione delle molecole presenti nell’acqua liquida, causata dall’elettricità prodotta da celle solari, può essere definito un combustibile solare. Un gruppo di ricercatori dei Paesi Bassi, della Eindhoven University of Technology (TU/e) e della Foundation of Foundamental Reserch on Matter (FOM) ha appena presentato una nuova cella solare che funziona con fosfuro di gallio (GaP).

Uno dei metodi alternativi che potrebbe essere utilizzato per produrlo è collegare una cella solare al silicio ad un batteria, ma è un metodo ancora molto costoso. La nuova ricerca è stata pubblicata venerdì sulla rivista scientifica Nature Communications.

Composto da gallio e fosforo, il fosfuro di gallio è un semiconduttore dalle buone proprietà elettriche, spesso usato come base per particolari led colorati. È in grado sia di convertire la luce solare in corrente elettrica, sia di scindere una molecola d’acqua nei suoi atomi. Il suo difetto sta nel non essere in grado di assorbire facilmente la luce nella conformazione di grandi lastre piane. Ecco perché i ricercatori hanno ideato una griglia costituita di fili dalle dimensioni nanometriche.

Sono lunghi 500 nanometri e spessi 90. Questo ha contribuito ad aumentare la resa di un fattore 10, il tutto risparmiando un bel po’ di questo materiale prezioso: se ne usa ben 10 mila volte meno rispetto all’uso di lastre piane.

Non è l’unica cosa che si può fare con questo materiale, come ha spiegato il leader della ricerca e professore presso il TU, Erik Bakkers:

Il GaP è inoltre in grado di estrarre ossigeno dall’acqua, così è attualmente possibile avere una cella a combustibile che può immagazzinare temporaneamente energia solare. In breve, nell’ambito delle celle solari future, non potremmo ignorare mai più il fosfuro di gallio.

20 luglio 2015
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