Un batterio che vive in ambienti estremi potrebbe fornire idrogeno a basso costo e in grandi quantità. A scoprire le potenzialità del microorganismo Halanaerobium hydrogeninformans è stata la dottoressa Melanie Mormile, docente di scienze biologiche presso la Missouri University of Science and Technology. La scoperta è avvenuta quasi per caso. L’équipe di ricerca stava cercando batteri in grado di decontaminare le aree compromesse dai rifiuti industriali.

I candidati ideali per la decontaminazione delle aree industriali sono gli esterofili, microrganismi che sopravvivono in condizioni proibitive per altre specie, caratterizzate da temperature estreme e da un’elevata acidità e alcalinità. Le stesse condizioni fisiche e chimiche riscontrate nei siti altamente contaminati. Piazzati nelle aree inquinate, questi batteri sono in grado di sopravvivere e metabolizzare le sostanze tossiche, ripristinando gli ecosistemi compromessi.

Nel corso dei loro studi, i ricercatori hanno scoperto che la specie Halanaerobium hydrogeninformans, identificata nel Soap Lake di Washington, riesce anche a produrre idrogeno in ambienti salini e alcalini, in quantità tali da poter competere con gli organismi geneticamente modificati. Il batterio è inoltre in grado di produrre 1,3-propandiolo, un composto organico impiegato in diversi processi industriali: dagli adesivi alla produzione di solventi e soluzioni antigelo.

Grazie al batterio Halanaerobium hydrogeninformans, la produzione di idrogeno su larga scala in futuro potrebbe diventare più economica e maggiormente competitiva. L’idrogeno potrebbe così scalzare i combustibili fossili rivoluzionando la mobilità in chiave sostenibile e alimentando aerei, treni e automobili.

La dottoressa Mormile si è affrettata a precisare che occorreranno ulteriori studi prima di riuscire a produrre idrogeno a basso costo dai batteri estremofili. Ciononostante, i primi risultati ottenuti sono molto promettenti e lasciano ben sperare che in futuro l’idrogeno possa sostituirsi alla benzina, riducendo la dipendenza del mondo dai combustibili fossili.

I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Frontiers in Microbiology. La dottoressa Mormile ha già depositato due brevetti per la produzione di bioidrogeno dal batterio Halanaerobium hydrogeninformans.

2 febbraio 2015
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