Produrre idrogeno a basso costo sfruttando l’energia solare, l’acqua e altre materie prime ampiamente disponibili sulla Terra. È il progetto ambizioso a cui lavorano i ricercatori dell’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna, in Svizzera. I risultati delle loro prime sperimentazioni, pubblicati su Science, sono molto promettenti.

L’équipe guidata da Michael Grätzel, in un primo momento è infatti riuscita a scindere l’acqua in idrogeno e ossigeno grazie a speciali celle solari fotoelettrochimiche. Successivamente i ricercatori hanno ideato un metodo ancora più ingegnoso ed efficiente per ottenere lo stesso risultato: unire le celle fotoelettrochimiche a un elettrolizzatore in grado di separare le molecole d’acqua.

Quest’ultima tecnica garantisce risultati eccezionali mai conseguiti prima d’ora. Il dispositivo messo a punto dal team di ricerca svizzero riesce infatti a convertire in idrogeno ben il 12,3% dell’energia solare convogliata in speciali assorbitori in perovskite.

La perovskite è un composto che può essere facilmente ottenuto in laboratorio a partire da materiali comuni, come quelli impiegati per le batterie delle auto. La scoperta potrebbe rivoluzionare l’industria dell’idrogeno, rendendola finalmente competitiva. Non rivelandosi più necessario il ricorso a terre rare il processo produttivo diventerebbe infinitamente più economico e sostenibile. L’idrogeno potrebbe finalmente fare il suo debutto su larga scala nel mercato energetico. Come illustra uno degli autori, il dottor Jingshan Luo:

Sia la perovskite utilizzata nelle celle solari che il nichel e il ferro impiegati nei catalizzatori che compongono gli elettrodi richiedono risorse che sono abbondanti sulla Terra e che sono anche a buon mercato. Tuttavia, i nostri elettrodi funzionano altrettanto bene con le basi in platino più costose utilizzate abitualmente.

La conversione dell’energia solare in idrogeno ne rende possibile lo stoccaggio, sciogliendo un nodo cruciale dell’energia rinnovabile: l’obbligo di utilizzare l’energia nel momento stesso in cui viene prodotta.

Una volta ottenuto l’idrogeno, è possibile conservarlo in una bottiglia e farci qualsiasi cosa, spiega il professor Grätzel. Tale gas può infatti essere bruciato, in una caldaia o in un motore, rilasciando solo vapore acqueo. Può anche passare attraversa una cella a combustibile per generare elettricità su richiesta e l’efficienza di conversione del 12,3% conseguita al Politecnico di Losanna potrà presto arrivare ancora più in alto.

26 settembre 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento