In questo decennio assisteremo a una crescita record dell’idroelettrico. A rivelarlo è una recente analisi effettuata dai ricercatori dell’Università di Copenhagen, presentata nei giorni scorsi nell’ambito del congresso “Global Challenges: Achieving Sustainability”, promosso dall’ateneo danese.

Secondo i dati diffusi dagli esperti è in corso un boom senza precedenti nella costruzione di nuove dighe. Gran parte delle centrali idroelettriche di nuova costruzione si trovano nei Paesi in via di sviluppo e nelle economie emergenti. Grazie a questi impianti sarà possibile raddoppiare la produzione mondiale di energia elettrica proveniente dal settore idroelettrico, riducendo le emissioni prodotte dalle centrali a carbone.

Ciononostante, l’impatto ambientale di un così grande numero di progetti potrebbe essere devastante. Molti dei grandi fiumi della Terra, indispensabili per rifornire di acqua dolce le popolazioni locali, potrebbero essere a rischio, con perdite fino al 20%. Oltre alle ripercussioni sulle riserve idriche, bisogna inoltre tenere conto delle conseguenze sulla biodiversità. La costruzione di grandi dighe è infatti spesso una minaccia per gli ecosistemi fluviali e toglie habitat a molte specie.

A trainare il boom dell’idroelettrico in questi anni sono i Paesi del Sud America, del Sud-Est asiatico e dell’Africa, tutte macroregioni che possiedono un patrimonio di biodiversità tra i più ricchi al mondo. Secondo Christiane Zarfl, una delle firme dello studio, occorre raccogliere dati accurati sull’impatto ambientale delle nuove dighe e cercare di realizzarle laddove non creino troppi problemi agli ecosistemi fluviali.

Oggi le fonti rinnovabili coprono il 20% della produzione mondiale di elettricità. Di questa fetta di energia, ben l’80% viene prodotta dal settore idroelettrico.

Secondo le previsioni, nei prossimi vent’anni verranno costruite 3.700 grandi dighe per una produzione totale di energia idroelettrica pari a 1.700 GW. Il primato nella produzione spetta alla Cina che produce il 31% di tutta l’energia idroelettrica generata nel mondo. Nei prossimi anni questa quota scenderà al 25%, a causa dell’incremento atteso in altri Paesi.

27 ottobre 2014
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 28 ottobre 2014 alle0:38 ha scritto: rispondi »

All'aumento della popolazione corrisponde inevitabilmente un aumento della "fame energetica", e non illudiamoci che andranno a sostituire le centrali più inquinanti, si affiancheranno solamente.

Giorgio Zerboni, lunedì 27 ottobre 2014 alle14:38 ha scritto: rispondi »

Capisco la preoccupazione per la protezione degli ecosistemi, però va ricordato che l'energia idroelettrica è il top delle energie rinnovabili : magari in Italia ne avessimo ancora di fonti da sfruttare ! Ormai invece, sia i grandi salti di livello chele grandi portate, che permettono la produzione di energia pulita a prezzi vantaggiosi , sono stati tutti utilizzati. Personalmente spero in un incremento dell'eolico e della termovalorizzazione dei rifiuti , in attesa che il costo dell'energia solare, che è indubbiamente l'energia del futuro, scenda a valori competitivi.

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