Il Giappone ha lanciato il primo satellite al mondo in grado di studiare, dal punto di vista privilegiato dello spazio, il comportamento e la diffusione dei gas responsabili dell’effetto serra.

Un esperimento importante, di cui si è fatta carico la Jaxa, l’agenzia aerospaziale giapponese, che ha investito 159 milioni di dollari in questo progetto.

Il satellite è partito il 23 gennaio 2009, a bordo di un vettore H-2A di fabbricazione nipponica, “accompagnato” da altri sette satelliti progettati per scopi scientifici. Ibuki, il nome scelto per l’osservatore spaziale, sarà in grado di aiutare gli scienziati del Sol levante a calcolare la densità di CO2 e metano derivanti da quasi la metà della superficie terrestre.

Uno dei problemi maggiori sino ad ora riscontrati per il calcolo delle emissioni dei gas serra è stata la mancanza di rilevatori nei paesi in via di sviluppo, arretrati economicamente ma già capaci di emettere importanti quantità di gas serra. Ibuki riuscirà invece a monitorare la situazione su 56.000 punti di osservazione differenti, comprese le superfici marine.

I dati del satellite saranno inviati sulla terra ogni tre giorni nell’arco dei 5 anni previsti per la vita del satellite. L’importanza del progetto è ben esposta dalla Jaxa, l’agenzia aero-spaziale giapponese, dove affermano:

È necessario conoscere meglio il comportamento di questi gas, per la prima volta il fenomeno verrà monitorato dallo spazio per cercare di prevenire le conseguenze delle emissioni che, nei prossimi anni, potrebbero essere catastrofiche.

20 febbraio 2009
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