Entro due anni, la scienza potrebbe essere in grado di presentare al mondo il primo embrione di ibrido tra mammut ed elefante. È la notizia che giunge dall’Università di Harvard, per una sperimentazione in corso volta non solo a recuperare alcune specie animali estinte, ma anche e soprattutto per comprendere il ruolo delle tecniche genetiche nella conservazione delle attuali a rischio.

Al vaglio degli esperti vi sarebbe la possibilità di ottenere, tramite un complesso processo di manipolazione genetica, un embrione di elefante dotato però di alcune caratteristiche tipiche dell’estinto mammut: il pelo lungo, maggiore grasso corporeo e un sistema di circolazione sanguigna più adatta per combattere il freddo. Nei primi stadi della ricerca, difficilmente si potrà superare lo stadio d’embrione, ma non si esclude che in futuro si possa realizzare una vera e propria fecondazione con una madre surrogato, con un’elefantessa che sia in grado di condurne la gestazione. Un’opzione, quest’ultima, al momento comunque remota: servirà affinare a fondo la tecnica di fecondazione, infatti, per evitare inutili sofferenze alla madre.

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Secondo George Church, il docente a capo del team di studio presso l’ateneo statunitense, lo studio di questo processo di embriogenesi è di fondamentale importanza, poiché permetterà di comprendere come la genetica possa essere d’aiuto per le tante specie animali oggi a rischio d’estinzione. Naturalmente, sarà prima necessaria una fase di valutazione non solo dei possibili benefici, ma anche dei possibili rischi.

Il nostro obiettivo è produrre un embrione ibrido tra elefante e mammut. In realtà, si tratterà di un elefante con alcuni tratti caratteristici del mammut. […] La lista di questi tratti riguarda degli elementi che potrebbero contribuire al successo e alla sopravvivenza degli elefanti in ambienti freddi. […] Non ci siamo ancora arrivati, ma potrebbe succedere in un paio d’anni.

I mammut hanno abitato Europa, Asia, Africa e Nord America oltre 4.500 anni fa, per poi estinguersi per effetto dei cambiamenti climatici o, ancora, per via della caccia da parte dei primi insediamenti umani. Dal folto pelo, le zanne possenti e una stazza ben più importante rispetto agli attuali elefanti, questi mammiferi scomparsi rappresentano un perfetto esempio delle capacità d’adattamento del regno animale: i mammut, infatti, hanno vissuto in un’era della Terra caratterizza da temperature gelide, ghiaccio e frequenti precipitazioni.

16 febbraio 2017
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