È proprio il caso di dire: “il gioco si fa serio!”. IBM ha presentato nei giorni scorsi all’CityOne.

Si tratta, fondamentalmente, di un clone di Sim City, con una fondamentale differenza: la città che i giocatori si troveranno a gestire soffre di tutte le difficoltà “ambientali” di cui soffrono realmente quelle vere. Il presupposto del videogioco è che a fronte dei cambiamenti demografici previsti nei prossimi 40 anni, le nostre città non sono attualmente abbastanza “smart” da sopravvivere, se non al prezzo di enormi disagi per la popolazione.

I problemi urbani sono stati sintetizzati da IBM con 4 parole d’ordine:

energia, acqua, banche e distribuzione delle merci al dettaglio (retail). Su ognuno di questi campi ci sarà da lavorare duramente (nel gioco e nella vita reale) e le soluzioni dovranno essere sufficientemente intelligenti, pena catastrofici Game Over.

E le soluzioni “intelligenti” non potranno che essere per lo più soluzioni “verdi” – oltre che, probabilmente, targate IBM.

In fine dei conti si tratta probabilmente di una iniziativa a sostegno dei futuri investimenti dell’azienda americana nel campo delle tecnologie verdi. Ma pubblicità a parte, qualsiasi cosa mostri al pubblico quanto possano essere temibili gli scenari possibili, in caso di decisioni politico-amministrative poco “smart”, non può che essere bene accetta.

10 maggio 2010
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