Il ferimento dell’ennesimo ibis eremita ha spinto Lipu a prendere una posizione precisa, contro questa ecatombe ingiustificata. L’associazione ha scritto una lettera indirizzata al Ministro dell’Ambiente, al Ministro dell’Interno e ai prefetti di quattro città italiane, per chiedere la sospensione della stagione venatoria. L’esemplare Luna è il quinto volatile colpito dai pallini dei cacciatori, per fortuna solo ferito a una zampa, anche se le sue condizione sono apparse piuttosto critiche. Prime di lei, un altro volatile della stessa categoria era stato leso, mentre tre sono morti sotto il peso del piombo. Tutti fanno parte del progetto LIFE+: “Reason for hope”, necessario per favorire il reinserimento in natura di questo bellissimo e purtroppo raro volatile.

I cinque colpiti rappresentano il 30% delle unità in volo alle prese con la fase finale della lunga migrazione, che dall’Austria li conduce verso la laguna di Orbetello in Toscana, dove sverneranno. L’ibis Luna è stato condotto immediatamente a Caprino Veronese per le prime cure da due volontari della Lipu, in tandem con Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del parco Natura Viva, quindi Linda Nowack, parte integrante dello staff austriaco del Waldrappteam, che si occupa di seguire l’importante processo di migrazione via Gps. L’ibis eremita è una specie estinta in Europa da circa quattrocento anni, ne rimangono solo cinquecento esemplari in Marocco. I diciassette del progetto LIFE+ “Reason for hope” sono nati in cattività e stanno imparando lentamente le tratte migratorie e l’autonomia. Per impedire che questo indispensabile lavoro venga interrotto dai cacciatori, il presidente della Lipu-BirdLife Italia, Fulvio Mamone Capria, ha scritto una lettera:

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Siamo di fronte ad una situazione totalmente fuori controllo che non è figlia del caso ma di una doppia causa: la strategia violenta e dolosa messa in atto da una parte del mondo dei cacciatori e l’impossibilità, da parte dello Stato, di farvi fronte con controlli, prevenzione e repressione. Se dunque lo Stato è impossibilitato a evitare questi casi, che nelle settimane scorse hanno riguardato altre specie superprotette come ad esempio l’aquila del Bonelli, non si può fare altro che intervenire con una decisione straordinaria. È quello che abbiamo scritto ai prefetti delle quattro città nelle quali gli ibis sono stati abbattuti e che chiediamo al Ministro dell’Interno e al ministro dell’Ambiente. Al Ministro Galletti, che è il responsabile primo della tutela degli animali selvatici in Italia, tocca l’onere principale. Se nel nostro Paese crollasse un ponte al giorno, il Ministro dei Trasporto forse non interverrebbe? Ebbene, visto che in Italia si abbattono quasi ogni giorno animali superprotetti, il Ministro Galletti non può più esimersi dall’intervenire e non con piani antibracconaggio futuribili, pur importantissimi ma con azioni immediate.

24 novembre 2016
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